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Viaggi

10 cose che non sopporto negli ostelli

10 cose che non sopporto negli ostelli

La vita in ostello è divertente e piena di opportunità ma può essere anche molto dura. Ogni ostello è diverso e posso dire di non essere riuscita ancora a trovare il mio ostello ideale, cioè un posto che risponda proprio a tutte le mie piccole esigenze. Ogni volta che entro in un nuovo ostello vivo un’avventura e mi chiedo quali saranno i suoi punti forti e quali invece le difficoltà che dovrò affrontare. Solitamente nulla di troppo grave, ma si tratta di piccole sfide quotidiane che mi fortificano, portandomi fuori dalla mia zona di confort, anche se sarebbe comunque gradevole non dover fare a meno di queste piccole comodità.

La scarsa pulizia

Questa è una priorità importante ma purtroppo spesso bisogna scendere a compromessi. La scarsa pulizia negli ostelli e in qualsiasi altro tipo di struttura ricettiva non è mai gradita. Gli ostelli sono difficili da pulire. C’è sempre gente in giro che rende difficoltosa l’operazione. A parte queste oggettive difficoltà, spesso non vengono proprio programmate delle pulizie accurate. Se i bagni vengono solitamente puliti quotidianamente, mi è capitato di alloggiare in posti in cui la cucina non veniva pulita praticamente mai. Ovviamente il problema diventa tanto maggiore quanto più grande è l’ostello. Un posto con molti ospiti, persone con abitudini diverse e non sempre con lo stesso concetto di igiene che abbiamo noi, può risultare meno pulito di un ostello più piccolo e raccolto.

La mancanza di cassette di sicurezza

Questa è la prima cosa in assoluto che guardo quando cerco un ostello. Gli ostelli sono dei posti in cui si condivide la stanza con sconosciuti, che saranno anche bravissime persone ma noi, appunto, non lo possiamo sapere. Se è relativamente facile tenere sempre con sé il telefono e il portafoglio non lo è altrettanto portarsi sempre in giro oggetti più ingombranti e di un certo valore che ci portiamo ormai tutti in viaggio. Io ad esempio viaggio sempre col mio pc e la mia reflex e sarebbe impensabile per me lasciarli incustoditi quando vado in bagno oppure mentre dormo. Anche se sono ormai pochi, ci sono ancora ostelli che questa cosa non l’hanno capita. Trovo inaccettabile che ci siano delle strutture che trascurino un elemento importante come la messa in sicurezza dei propri effetti personali, anche perché in caso di furto, loro non possono essere considerati responsabili.

Prese elettriche vicino al letto

Anche questa mi sembra una cosa fondamentale. Abbiamo tutti mille dispositivi da ricaricare a fine giornata e la presa elettrica vicino al letto può veramente fare la differenza. Non mi piace per niente ritrovarmi il giorno dopo col cellulare scarico, la batteria della reflex inutilizzabile o il Kindle spento quando devo affrontare un lungo viaggio in autobus. Un giorno che dovevo cambiare ostello a Praga mi sono ritrovata senza telefono e senza powerbank, nell’impossibilità di visualizzare l’indirizzo del nuovo ostello. Non è stato facile raggiungerlo. Siamo dipendenti dai dispositivi elettronici e la presa elettrica vicino al letto è diventata una necessità imprescindibile.

Le docce che si chiudono automaticamente

Questo dovrebbe essere un accorgimento per ridurre gli sprechi, ma io lo trovo di un’inutilità impressionante. Non riesco ad immaginare nessuno che, uscendo dalla doccia, la possa lasciare aperta, quindi non vedo l’utilità di questo sistema che fa solo perdere tempo in un posto in cui bisognerebbe invece essere rapidi in bagno perché probabilmente fuori c’è qualcuno che aspetta di usarlo. Ho notato tra l’altro che lo spreco d’acqua finisce con l’essere addirittura superiore perché quando avvi il getto poi non puoi fermarlo quando non ti serve più e rimane a scorrere finché non si ferma da solo.

Doccia a soffione

Le docce a soffione non permettono di indirizzare il getto d’acqua come ti pare per lavare solo alcune parti del corpo ed escluderne altre. Questo tipo di docce è particolarmente seccante quando hai deciso di non lavare i capelli perché inevitabilmente te li ritroverai tutti bagnati. Per incrementare il disagio, solitamente la doccia a soffione è associata a quella in cui il getto d’acqua si interrompe automaticamente.

La mancanza di piani d’appoggio in bagno

Quando andiamo in bagno spesso dobbiamo portare con noi un mare di roba. Tra beauty case, asciugamani e vestiti, è chiaro che ci aspettiamo di trovare uno spazio pulito e asciutto in cui collocare queste cose mentre siamo impegnati ad espletare la nostra igiene personale. Non possiamo mica gettare tutto sul pavimento. Eppure non sempre i gestori di ostelli tengono in conto di questa necessità. Mancano piani di appoggio e a volte perfino dei semplici appendiabiti. Quello che consiglio io è di munirsi di una shopper, in cui riporre tutto quello che ci serve, sperando di trovare almeno un gancio a cui appenderla.

I bagni unisex

Questo mi è capitato raramente di incontrarlo e per ora solo in Portogallo e in Olanda. Si potrebbe obiettare che non ci sia niente di male nel condividere il bagno con gli uomini, ma io non parlo di quei bagni dove ti chiudi dentro e puoi disporre di tutta la privacy di cui hai bisogno: parlo dei bagni comuni, tipo quelli che si trovano nei centri commerciali o negli uffici, dove ci sono tanti lavandini allineati e dove wc e, in questo caso, le docce sono divisi solo da semplici separé. E’ veramente seccante dover condividere un bagno di questo tipo con degli uomini (e penso che il disagio sia reciproco) perché in un ostello, dove già condividi la camera con altri uomini, il bagno è l’unico posto in cui puoi disporre di una certa privacy. In bagno voglio essere libera di uscire nuda dalla doccia e di lavarmi le mutande nel lavabo. Non ho problemi a fare queste cose davanti ad altre donne, ma davanti a degli uomini concedermi la stessa libertà.

Le cucine senza fornelli (o con fornelli non funzionanti)

Ci sono ostelli con cucine minimal, senza nemmeno un fornello elettrico per cucinare. Molti riescono a sopravvivere con il solo microonde, ma se vuoi cucinarti qualcosa di più strutturato ci vuole un fornello vero. Non si può sopravvivere mangiando solo piatti precotti. Altri ostelli invece ce li hanno i fornelli, ma poi scopri che non funzionano. A me è capitato un paio di volte di non riuscire a portare ad ebollizione l’acqua per farmi una pasta. Da allora controllo sempre prima di fare la spesa il funzionamento dei fuochi. Ti capita infatti di acquistare ingredienti che poi non potrai cucinare. Una volta avevo tagliato una montagna di verdura, che poi non sono riuscita a cucinare. Oltre allo spreco enorme, ho anche dovuto digiunare.

La mancanza di un’area per stendere la biancheria

Viaggio con un bagaglio minimalista e cerco di lavare sempre a mano i miei vestiti  e biancheria ogni sera. Quello che trovo veramente di rado negli ostelli, sebbene si tratti di qualcosa di estremamente utile, è un’area dove sia possibile stendere la biancheria. Basta una corda nel patio oppure un paio di stendibiancheria. Una soluzione semplicissima, ma a cui nessuno pensa. In questi casi sono costretta a cercare una soluzione alternativa, appendendo al mio letto la biancheria. Ecco perché ho sempre con me una corda, che all’occorrenza lego alle doghe del letto superiore.

La presenza della televisione

Ci sono ostelli nella cui area comune è presente una televisione. Non riesco ad immaginare un oggetto più inutile in un ostello. Io non amo la televisione a prescindere. La tele non andrebbe guardata mai, figuriamoci quando siamo in viaggio. Abbiamo un intero nuovo mondo da scoprire e vogliamo passare il nostro tempo davanti ad uno schermo, che tra l’altro ci parla in una lingua che probabilmente non comprendiamo. E’ vero che vorremmo anche avere dei momenti di relax durante il nostro viaggio, ma ci sono attività migliori a cui possiamo dedicarci, come ad esempio la conversazione con gli altri viaggiatori oppure la lettura.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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