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Lifestyle

5 consigli per non sprecare: abbigliamento edition

5 consigli per non sprecare abbigliamento edition

Siamo passati da un’epoca in cui gli abiti erano qualcosa di prezioso, da usare per anni, ad un’epoca in cui abbiamo armadi stracolmi e continuiamo a comprare. Le nostre nonne possedevano solo pochi capi selezionati accuratamente e riuscivano ad essere eleganti come noi oggi non riusciamo ad esserlo con i nostri armadi che scoppiano. Ci sembra normale perché fa parte della nostra epoca comprare abiti che costano pochi euro, anche se non li indosseremo mai o anche se li indosseremo un paio di volte perché dopo il primo lavaggio già saranno da rottamare. Ci sembra normale perché non sappiamo quali sono i costi umani ed ecologici di questa nostra abitudine consumistica.

Molti non lo sanno, ma l’industria della moda è veramente poco etica. Di recente è stata sollevata la questione della sua poca eticità in relazione alla negazione dei diritti umani nei paesi in via di sviluppo. I nostri vestiti provengono da paesi come il Bangladesh, l’India, la Cambogia, dove i lavoratori si trovano ad operare in condizioni veramente precarie e dannose per la loro salute in cambio di salari sempre più miseri. Se i capi che compriamo costano così poco, da qualche parte si dovranno pur tagliare le spese. Oltre che sui salari dei lavoratori, le spese vengono tagliate anche sulla qualità dei materiali. Sostanze di natura sintetica (acrilico, viscosa, poliestere) si mescolano a sostanze naturali, per ottenere le quali è stato fatto massiccio uso di pesticidi e altri veleni e di coltivazioni OGM.

L’impatto ambientale dell’industria della moda è veramente devastante per il pianeta. Un enorme dispendio di risorse viene fatto per produrre capi che verranno indossati, nei casi più fortunati, poche volte. Alcuni verranno acquistati, ma finiranno nella pattumiera senza essere nemmeno indossati. Altri resteranno invenduti e finiranno al macero per fare spazio alle nuove collezioni che ormai vengono presentate a ritmi impressionanti (ogni mese se non addirittura ogni settimana). In questo ciclo, che vede soffrire uomini e pianeta, gli unici a vincere sono i proprietari dei marchi di moda low cost: H&M, Zara, Primark, ecc.

Mi rendo conto che uscire da questo circolo può risultare difficile. Si tratta di sradicare abitudini che abbiamo acquisito fin dalla nascita. Io ci sto provando da poco e non sono affatto perfetta. Ma è anche vero che la perfezione non è umana e che ogni passo che riusciamo a fare verso la salvaguardia del nostro pianeta e il rispetto degli altri esseri viventi è comunque un successo. Per smettere di alimentare questa industria ho individuato cinque soluzioni, che voglio condividere.

Smettere di comprare in maniera compulsiva

5 consigli per non sprecare abbigliamento edition smettere di comprare in maniera compulsiva

Il primo passo da fare per evitare sprechi quando si tratta di abbigliamento è smettere di comprare in maniera compulsiva. Il minimalismo aiuta anche in questo. Abbiamo tutti gli armadi straboccanti di abiti, eppure non sappiamo mai cosa indossare. Questa sensazione è il risultato di shopping compulsivo, fatto sotto la spinta dell’istinto più che della ragione. Vediamo una cosa che ci piace e la compriamo, senza pensare se riusciremo ad abbinarla con gli altri capi presenti nel nostro guardaroba. Una maniera poco intelligente di fare shopping, dove la gratificazione è nell’acquisto in sé, non nel pensiero di poter utilizzare la cosa acquistata. Ma la gratificazione dura poco e ci troviamo a buttare i nostri sudati risparmi dalla finestra e ad inquinare il pianeta.

Per smettere di spendere in maniera compulsiva possiamo realizzare un armadio capsula. L’armadio capsula è una cosa fantastica, perché elimina lo stress che ogni persona sente quando si deve confrontare con un armadio stracolmo. L’armadio capsula si rinnova ad ogni stagione. Esso consiste nel selezionare un certo numero di capi e accessori che useremo in un certo arco di tempo. Tutti gli altri capi vengono messi da parte in un’anta differente dell’armadio oppure finiscono in degli scatoloni in cantina. I capi selezionati sono perfettamente coordinati tra loro. Questo permette di vestirsi al mattino senza perdere tempo. Il secondo vantaggio dell’armadio capsula è quello di farci capire esattamente quello di cui abbiamo bisogno. Selezionando gli abiti che andremo ad indossare in una determinata stagione, ci renderemo conto ad esempio di non avere nessuna maglietta da abbinare ad una determinata gonna oppure di aver bisogno di un certo tipo di scarpe o borsa. Quando andremo per negozi per acquistare quello che ci serve, avremo già le idee chiare e sarà più difficile lasciarsi tentare da cose di cui non abbiamo bisogno. Questo si tradurrà in un minor impatto ambientale e farà bene anche alle nostre finanze.

Usare capi vintage

5 consigli per non sprecare abbigliamento edition indossare capi vintage

L’abbigliamento vintage è di moda, ma, per una volta, si tratta di una moda che facciamo bene seguire. Indossare capi usati, provenienti da altre epoche, non solo rende originali ed eleganti, ma è pure più etico. Anziché alimentare l’industria della moda low cost, stiamo riutilizzando qualcosa che sopravvive da anni, perché realizzato con materiali decisamente migliori di quelli usa e getta che vengono utilizzati oggi. Si tratta di abiti originali e unici, che solo noi abbiamo, diversamente da quelli realizzati in serie dalle grandi catene di abbigliamento. La migliore qualità del materiali giova anche alla nostra salute perché si tratta di stoffe ricavate da materie prime non trattate in maniera massiccia con pesticidi e altre sostanze inquinanti. Sono capi spesso realizzati al cento per cento con materie prime naturali come cotone, lino, lana, senza l’impiego dei moderni tessuti mescolati con materie prime sintetiche.

L’abbigliamento vintage lo possiamo recuperare negli armadi delle nostre mamme e delle nostre nonne. In alternativa esistono numerosi negozi dedicati al vintage. Purtroppo devo riconoscere che in Italia i negozi vintage sono abbastanza cari. In Spagna ho trovato negozi dove i capi venivano venduti a 2 – 3 €. Qui in Italia non ho mai trovato nulla sotto i 10 €. Un altro modo per procurarsi capi vintage è quello di frequentare i mercati rionali. Di solito c’è sempre una zona del mercato dedicata alla vendita di abiti usati. Per fare buoni affari bisogna andarci presto al mattino, prima che i migliori capi vengano venduti. Cercare sulle bancarelle sicuramente non è facile, ma può essere divertente. Non è comodo come acquistare in negozio, ma il costo degli abiti è decisamente più contenuto.

Comprare capi di buona qualità

5 consigli per non sprecare abbigliamento edition comprare abiti di buona qualità

Spendere poco per una maglietta o una gonna può essere allettante, ma la verità è che il prezzo corrisponde alla qualità del prodotto. Tante volte mi sono ritrovata a comprare abiti low cost che ho dovuto buttare dopo il primo lavaggio. A conti fatti, la spesa non valeva la resa. La bassa qualità degli abiti ha un suo perché: le aziende low cost sfornano una nuova collezione ogni mese. Bisogna quindi far fuori presto quanto acquistato dai clienti per vederli tornare di nuovo dopo poco tempo. C’è qualcuno che vede in questa dinamica un’opportunità: comprare spesso nuovi abiti permette di variare il proprio stile. Però questo ha un impatto ambientale tremendo, oltre a vederci costantemente stressati perché non abbiamo niente da metterci. Onestamente ci sono modi più belli di passare le domeniche pomeriggio che rinchiudersi in un centro commerciale.

Comprare capi di buona qualità non ci rende affatto meno originali, anche perché quelli che si comprano da H&M e da Zara sono prodotti in serie. Ci sono grosse probabilità di finire ad una festa indossando lo stesso abito di un’altra invitata, quindi dove sta questa ricercata originalità? I capi di buona qualità invece sono merce rara. Possedere pochi capi ma buoni alla fine ci permette di essere più originali che possederne tanti scadenti. Chi ha un armadio pieno di vestiti si dimentica anche di averli e alla fine indossa sempre le stesse cose. Un armadio più selezionato invece ci permette di rimanere più focalizzati e di variare il nostro stile attraverso accostamenti diversi di capi e accessori.

Ricorrere al baratto

5 consigli per non sprecare abbigliamento edition ricorrere al baratto

Per rinnovare il nostro guardaroba, comprare non è l’unica possibilità. Si può anche ricorrere al baratto. Un sistema su cui si basavano le economie del passato, che sta tornando attuale oggi nell’ottica di una decrescita felice. Buttare via qualcosa che è ancora perfettamente funzionale ha un impatto ambientale devastante. Invece di destinarlo alla pattumiera, è sicuramente meglio usarlo come merce di scambio per procurarci quello di cui abbiamo bisogno.

Dato che il baratto sta ritornando in voga, stanno nascendo diverse reti dedicate a questa forma di economia alternativa. Un sito italiano di riferimento per il baratto è Zero Relativo. La piattaforma funziona esattamente come qualsiasi sito di annunci: ci si registra, si inserisce il proprio annuncio e si aspetta di venire contattati. La differenza è che qui non si vende, bensì si scambiano beni e servizi. Un’altra forma di praticare il baratto sono gli swap party.  Sono occasioni di incontro in cui ci si scambia vestiti o altro con gli altri partecipanti. Si possono organizzare tra amiche, oppure si possono cercare quelli organizzati nella propria città (che a volte prevedono una quota di partecipazione).

Ridare vita ai propri capi

 5 consigli per non sprecare abbigliamento edition - ridare vita ai propri capi

Le nostre mamme e le nostre nonne sapevano tutte cucire. Anche se non erano tutte sarte, erano sicuramente in grado di fare rammendi, pieghe, cucire bottoni. Un tempo non si comprava nuovi abiti ogni settimana e quindi c’era la necessità di rimettere in ordine quelli che si possedeva quando subivano qualche danno oppure quando dovevano essere trasferiti da un figlio all’altro. Si tratta di abilità che sono andate perdute nel tempo, infatti oggi siamo talmente abituati a comprare capi di pessima qualità per buttarli via a fine stagione, che saper cucire è diventato non necessario.

Cucire è un’abilità che andrebbe riscoperta, fosse anche solo per personalizzare i nostri capi fabbricati in serie. Essere in grado di fare piccole operazioni con ago e filo ci permette di essere più originali nel vestire e di ridare forma a capi che non possiamo più indossare perché non ci stanno più bene o magari non ci piacciono. Si possono trovare nuove destinazioni d’uso per i nostri capi: ad esempio da un paio di jeans è possibile ricavare un crop top oppure una gonna può diventare un foulard. Le possibilità sono tante, bisogna solo dare sfogo alla fantasia. Youtube è pieno di tutorial da cui si può prendere spunto. Ed è una grande soddisfazione indossare abiti personalizzati o interamente realizzati con le nostre mani.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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