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Aromaterapia: come prenderci cura di noi stessi con gli oli essenziali

Aromaterapia: come prenderci cura di noi stessi con gli oli essenziali

Gli oli essenziali sono miscele oleose complesse, ottenute estraendo dalle piante le essenze. Le essenze possono essere localizzate in varie parti della pianta: fiori, foglie, corteccia, frutto, rizoma, radici, legno, semi. Talvolta parti diverse della stessa pianta contengono oli essenziali differenti. Il primo incontro con gli oli essenziali avviene con l’olfatto. Si tratta infatti di sostanze altamente aromatiche, che vengono impiegate anche nella produzione di profumi e fragranze. Le loro virtù terapeutiche e cosmetiche li hanno fatti trovare al centro di una recente disciplina terapeutica: l’Aromaterapia.

Cos’è l’Aromaterapia

L’aromaterapia è un metodo curativo che si base sull’impiego di oli essenziali. Il chimico francese Renè Maurice Gattefosse è il padre di questa disciplina. Egli concentrò i suoi studi sull’impiego in campo medico dell’olio essenziale di lavanda. Secondo questa disciplina il profumo agisce sui processi mentali, fisici e spirituali. Questo concetto era già ampliamento condiviso nell’antichità, quando gli aromi venivano usati nelle cerimonie religiose e in situazioni conviviali.

Come si ottengono

Le piante devono essere raccolte nel loro periodo balsamico, cioè nel periodo dell’anno in cui la presenza di essenze all’interno della pianta è maggiore. Gli oli essenziali sono ottenuti per distillazione in corrente di vapore, spremitura o estrazione con solventi.

La distillazione utilizza un alambicco o distillatore, uno strumento dal funzionamento piuttosto semplice. La droga (parte della pianta contenente l’olio essenziale) viene inserita in un cestello, riposto in un altro contenitore pieno d’acqua, che viene fatta bollire. Il vapore si satura di sostanze volatili provenienti dalla pianta e passa in un altro contenitore pieno di acqua gelida, che lo condensa. Si ottengono così una parte acquosa (idrolati) e una parte oleosa (oli essenziali) che restano separate. Le droghe generalmente si distillano allo stato fresco.

L’estrazione con solventi è riservata solo ad alcuni tipi di piante che, se riscaldate, perdono le loro proprietà olfattive (gelsomino). La spremitura era praticata in passato per estrarre l’essenze dai fiori. Oggi viene impiegata solo per ottenere gli oli essenziali agrumati. Questi oli essenziali sono presenti nella scorza degli agrumi in grandi quantità e possono esser estratti ricorrendo a questo metodo.

Come riconoscerne la qualità

Ad incidere sul costo degli oli essenziali è la quantità di materiale vegetale necessaria per ottenere l’olio. Questo comporta che ogni olio avrà un suo prezzo in base alla pianta da cui è estratto. L’olio essenziale di limone non potrà mai avere lo stesso prezzo di quello di camomilla: il primo sarà particolarmente economico, mentre il secondo è quasi oro liquido. Inoltre incide anche il fatto che la pianta provenga o meno da coltivazione biologica, cosa decisamente raccomandabile, soprattutto se si intende usarli sulla pelle o ingerirli.

Il prezzo è un importante indicatore della qualità del prodotto. Non bisogna fidarsi di oli troppo economici né tanto meno di marche che propongono oli di diversa estrazione allo stesso prezzo. Spesso fragranze sintetiche vengono spacciate per oli essenziali, con la conseguenza di provocare gravi danni se inalate, usate sulla pelle o ingerite.  Altre volte gli oli essenziali vengono venduti diluiti in altri oli vettori. Per essere sicuri della qualità del prodotto è molto importante leggere l’inci e accertarsi che contenga solo il nome botanico della pianta da cui è estratto. Altro indicatore è la boccetta in cui è contenuto, che deve essere necessariamente di vetro scuro, dal momento che gli oli essenziali si alterano con la luce del sole.

Come utilizzare gli oli essenziali

Gli oli essenziali possono essere utilizzati in quattro modi:

  • diffusione aerea
  • inalazione diretta
  • applicazione topica
  • uso interno

La diffusione aerea si può praticare attraverso l’impiego di bruciatori, nebulizzatori, diffusori, umidificatori. Tramite una fonte di calore si fa evaporare l’olio disciolto nell’acqua. Anche aggiungere delle gocce di olio all’acqua del bagno, permette di saturare l’ambiente del loro aroma. Questo impiego è utile per:

  • deodorare l’ambiente (bergamotto e geranio)

  • disinfettare l’ambiente (tea tree e rosmarino)

  • creare atmosfere rilassanti (lavanda, patchouli e ylang ylang)

  • allontanare zanzare e insetti (citronella e menta)

La suffumicazione è una pratica basata sulla riduzione di una sostanza in fumi o vapore a scopo terapeutico o estetico. Si pratica versando gli oli essenziali in acqua bollente e chinandosi a respirarne i vapori. Per amplificarne l’effetto è bene coprirsi il capo con un panno, facendo in modo di avvolgere anche la pentola, per evitare la dispersione del vapore. Questa pratica è perfetta in caso di affezioni dell’apparato respiratorio, ma è utile anche per purificare la pelle:

  • raffreddore e sinusite: basilico, eucalipto e timo
  • tosse e mal di gola: salvia e sandalo
  • bronchite: eucalipto, timo, pino e lavanda
  • pelle secca: camomilla
  • pelle grassa: limone ed eucalipto

  • pelle normale: lavanda e mandarino

L’applicazione topica avviene diluendo gli oli essenziali in sostanze oleose oppure utilizzando creme e altri cosmetici a base di oli essenziali. Gli oli arricchiti con oli essenziali sono utili per massaggi terapeutici e cosmetici. Si realizzano versando alcune gocce di olio essenziale in un olio vettore (oliva, mandorle dolci, germe di grano, ecc). Le dosi consigliate sono 20 gocce in 60 ml di olio base. Gli oli essenziali possono anche essere aggiunti ad una crema neutra, per conferirle specifiche proprietà.

Gli oli essenziali, ad esclusione di quello di lavanda, non vanno mai applicati puri sulla pelle. L’applicazione diretta sulla pelle può provocare stati infiammatori e irritativi, con arrossamenti, comparsa di vesciche e perfino necrosi dei tessuti.

Alcuni oli essenziali (in particolare quelli agrumati) sono fotosensibilizzanti. Questo significa che se vengono applicati sulla pelle prima dell’esposizione al sole, provocano la comparsa di macchie cutanee ed eritemi. Sono pertanto da evitare 12 ore prima dell’esposizione al sole.

Ci sono altre restrizioni nell’uso di alcuni oli essenziali che riguardano i bambini, le donne in gravidanza e gli epilettici. Gli oli essenziali per applicazione topica sono:

  • cellulite: ginepro, cipresso e cannella

  • tonificante: finocchio

  • scottature e ustioni: lavanda, camomilla e menta

  • punture di insetto: citronella, basilico e geranio

  • micosi: cannella e timo

  • candida e micosi vaginali: tea tree

  • circolazione: cipresso e geranio

  • emorroidi e varici: limone e timo

  • massaggio sportivo: rosmarino

  • dolori muscolari e reumatici: pino mugo

  • pelle secca: rosa

  • pelle grassa: mandarino e salvia

  • acne: tea tree e limone

  • pelle matura: arancio amaro

  • capelli grassi: eucalipto e rosmarino

  • forfora: rosmarino e ginepro

  • sudorazione dei piedi: timo, rosmarino ed eucalipto

L’uso interno degli oli essenziali deve avvenire dietro suggerimento di un bravo aroma terapeuta, quindi non ne parlerò in questa sede.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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