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Cultura

Libri da leggere assolutamente: Claudine a scuola di Colette

Libri da leggere assolutamente: Claudine a scuola di Colette

Il personaggio di Claudine, come la sua autrice Colette, saranno anche famosi in Francia, ma se ne è sempre sentito parlare poco in Italia. Forse si ovvierà presto a questo inconveniente quando uscirà nelle sale il film ispirato alla vita di questa scrittrice francese ritenuta, suo malgrado, una capostipite del movimento femminista. Personalmente ho letto tutti i romanzi che vedono come protagonista Claudine e non posso fare altro che promuoverli a pieni voti.

I romanzi di Colette hanno tutti un qualcosa di scabroso, che li rende anticonformisti per l’epoca. I più celebri sono quelli che hanno come protagonista Claudine, protagonista di un ciclo di romanzi. Quello di apertura è Claudine a Scuolair?t=laladili-21&l=as2&o=29&a=8804591056 Claudine a Scuola di Colette , che narra le avventure di questa scolara di quindici anni di Montigny.

Pur avendo come protagonista un’adolescente, non è un classico romanzo per ragazze in stile Piccole donne. Più che un romanzo di formazione in generale, è un romanzo di iniziazione amorosa. Tocca anche, con estrema naturalezza, un argomento che ancora oggi costituisce un tabù: l’omosessualità o, per meglio dire, la bisessualità. Nel mondo immaginato da Colette le proprie attenzioni affettive possono essere rivolte indifferentemente verso persone dell’altro o del proprio sesso.

E’ questo il mondo che Claudine ci racconta in prima persona, quasi come se lo confidasse ad un diario. Lei è una ragazza di buona famiglia arguta, intelligente e curiosa, rinchiusa in un piccolo mondo paesano: frequenta la scuola di paese insieme alle figlie di contadini e operai perché non sopporta di essere rinchiusa in un collegio. Orfana di madre, impara a cavarsela presto da sola perché suo padre è un personaggio distratto e assente, totalmente assorbito dai suoi studi. In un contesto simile Claudine diventa una creatura selvaggia e sfrontata, che non riesce a tenere a freno la lingua e ne combina di tutti i colori. Ritiene le sue compagne perfide o stupide e non risparmia neanche le sue insegnanti, di cui si fa continuamente beffe.

Nel suo resoconto, Claudine ci guida nella sua vita quotidiana a Montigny, il paese della Francia in cui vive col padre, fatta di passeggiate nei boschi insieme alla sua sorella di latte Claire, una ragazza che ha lasciato la scuola e passa da un amore all’altro perché incapace di farsi prendere sul serio dai ragazzi, e di giornate spese a scuola con le sue compagne e insegnanti: Anais la lunga, sveglia e intelligente ma perfida e traditrice, Marie Belhomme, ingenua, timida e non molto intelligente e Luce, piccola e fragile, morbosamente attaccata a Claudine, la signorina Sergent, direttrice della scuola, rossa, brutta e severa con le scolare e la sua assistente, la signorina Aimée Lanthenay, che fa girare la testa ad uomini e donne. Poi l’anno scolastico volge al termine e lei e le sue compagne si preparano ad andare nel capoluogo per sostenere gli esami. Questa è la parte del romanzo che preferisco perché è uno scorcio fresco e divertente sulla vita di queste scolare, nella scuola che è il sogno di ogni studente, una scuola dove si studia poco e si ozia molto e dove gli scherzi e l’amore contano più dei libri.

Dopo gli esami ritornano a scuola per i preparativi della festa di fine anno, durante la quale Claudine dice addio alle compagne, alle insegnanti e al suo piccolo villaggio perché è ormai pronta per partire per Parigi, dove l’aspettano le nuove avventure che vivrà nel secondo romanzo. Questa parte del romanzo l’ho trovata più monotona. Non c’è traccia della vivacità a cui l’autrice ci aveva abituati. Claudine sembra essersi calmata e non combina più guai. Tutto resta incentrato sui preparativi per la grande festa.

In generale il romanzo merita di essere letto per la freschezza che trasmette. Quella di una vita spensierata e gaia come solo i giovani sanno concepire, che rompe la monotonia quotidiana della vita di un piccolo paesello che poco avrebbe da offrire. E’ un invito a non prendere troppo sul serio le cose della vita, perché con un atteggiamento più spontaneo si riesce a sdrammatizzare qualsiasi situazione e a superarla, come la protagonista, senza sforzo.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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