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Viaggi

A chi conviene trasferirsi alle Canarie

A chi conviene trasferirsi alle Canarie

Trasferirsi alle Canarie è il sogno di tutti quelli che pensano di lasciare l’Italia. Le ragioni che portano a considerare questa scelta sono svariate: visto che si pensa di andare via, perché non scegliere un posto non troppo lontano dall’Italia, che gode di un buon clima tutto l’anno e dove si vive con ritmi più tranquilli e rilassati?

I vantaggi sembrano esserci tutti, ma dobbiamo purtroppo dire che non tutti possono trasferirsi alle Canarie. Queste isole infatti offrono limitate possibilità lavorative, ed è bene valutare bene se fanno al caso nostro prima di un eventuale trasferimento. Ci sono alcune categorie di persone che sicuramente risultano avvantaggiate da un eventuale trasferimento. Vediamo quali sono.

Pensionati

I pensionati che decidono di espatriare sono una categoria privilegiata quasi ovunque decidano di andare. Possono contare su un reddito fisso mensile e la scelta di vivere in un paese dove il costo della vita sia più basso rispetto a quello del proprio paese di origine è senza dubbio un vantaggio. Questa scelta permette anche ai pensionati che in madrepatria non ce la fanno a tirare avanti per via delle spese eccessive di godersi una vita dignitosa. Senza contare che trasferirsi alle Canarie garantisce ai pensionati di usufruire della pensione al lordo delle tasse che andrebbero pagate in Italia (notoriamente piuttosto alte). Se a questo aggiungiamo che alle Canarie il clima è mite tutto l’anno, ci rendiamo conto che si tratta del posto ideale per chi sta vivendo la sua seconda giovinezza.

Nomadi digitali

Quella dei nomadi digitali è un’altra categoria molto presente nell’arcipelago. I vantaggi sono innanzitutto fiscali per chi è anche un lavoratore autonomo. Aprire una posizione fiscale come autonomo alle Canarie ha un costo notevolmente più basso rispetto all’Italia. L’IRPEF qui si aggira intorno a 20% mentre l’IVA è al 7%. Non c’è niente di meglio che mettere radici qui e godere di una fiscalità agevolata oltre che del clima gradevole e un ambiente internazionale. Ma i nomadi digitali sono per definizione nomadi, quindi è giusto ricordare che per pagare le tasse alle Canarie piuttosto che in Italia si ha l’obbligo di risiedervi per 6 mesi l’anno.

Alcuni nomadi digitali però non sono lavoratori autonomi. Essi sono regolarmente assunti da aziende, ma svolgono lavori che possono essere svolti in remoto, quindi hanno la possibilità di andare a vivere dove gli pare. In questo caso non esiste il discorso relativo alla tassazione perché le tasse verranno pagate dall’azienda nel paese in cui ha sede. In questo caso il vantaggio è quello di godersi lo stile di vita canario, tranquillo e rilassato, e il clima gradevole, insieme ad un costo della vita più basso riuspetto a quello italiano.

Investitori immobiliari

Investire alle Canarie è un’altra buona idea. Ma investire nell’ennesimo ristorante o gelateria potrebbe non essere la scelta giusta. Chi ha soldi da parte può pensare di crearsi una rendita investendo nell’immobiliare. E’ vero che i prezzi degli immobili sono aumentati negli ultimi anni e che non è più super vantaggioso come una volta, ma si suppone che ancora aumenteranno, quindi investire oggi può essere una buona idea. Il mattone è sempre un buon investimento perché una casa ti può garantire una rendita mensile e inoltre acquista valore con gli anni, data la scarsità di alloggi disponibili a causa del grosso afflusso di turisti e persone che si trasferiscono in pianta stabile.

Acquistare uno o più appartamenti da affittare ai turisti può fornire un’ottima rendita, a patto che si abbia voglia di gestire questa attività che, data la breve permanenza dei turisti, diviene un vero e proprio lavoro. Considerato che qui non esiste stagionalità, ma che il flusso turistico è costante tutto l’anno (specie adesso che, causa terrorismo, le mete del nord Africa non vengono più percepite come sicure), si tratta sicuramente di un investimento molto proficuo.

Bisogna però tenere in conto che non è sufficiente comprare un appartamento per fittarlo ai turisti. Il governo canario, per tutelare gli alberghi e chi è alla ricerca di un alloggio a lungo termine, ha stabilito che solo chi è in possesso di una specifica licenza può affittare un immobile per scopi turistici.

Anche investire in un locale commerciale può essere una buona idea. Di soldi qui probabilmente ce ne vogliono di più, ma anche l’introito che si va a ricavare diventa maggiore.

Chi ha esperienza nel settore turistico

Queste isole vivono di turismo, quindi se ti trasferisci con l’intenzione di trovare un lavoro da dipendente è in questo settore che ti devi indirizzare. Trovare lavoro alle Canarie però non è affatto semplice. Le isole sono limitate e non in grado di offrire posti di lavoro a tutte le persone che approdano qui. In questo caso diventa molto importante avere delle competenze. Se già lavori in questi settori e hai esperienza di sicuro parti avvantaggiato rispetto alle tante persone che si improvvisano. Si ha infatti un po’ l’idea che alcuni lavori, soprattutto quelli nell’ambito della ristorazione, possano essere svolti senza la minima formazione o competenza in materia. Forse in altri posti qualcuno è anche disposto a dare una possibilità a chi non è del mestiere, ma qui alle Canarie non è così. Data la forte concorrenza, i datori di lavoro sono molto selettivi, anche se si tratta di fare il semplice lavapiatti.

Chi conosce più lingue straniere

Se il tuo obiettivo è quello di trasferirti alle Canarie per cercare lavoro, allora è meglio che tu conosca un po’ di lingue straniere. Le più gettonate nell’arcipelago sono l’inglese e il tedesco. Queste isole vivono di turismo, quindi è in questo settore che è più facile trovare lavoro. E per lavorare nel turismo bisogna poter comunicare con i turisti, che qui sono principalmente inglesi e tedeschi. Per darti un’idea dell’importanza di queste due lingue qui ti dico solo che gli studenti delle facoltà di turismo qui le studiano entrambe come obbligatorie. Se vuoi lavorare in un ristorante o in un albergo quindi ti scontrerai con la concorrenza di tanti giovani canari che parlano fluentemente queste due lingue.

Conoscere lo spagnolo è fondamentale? Ovviamente non dobbiamo dimenticare mai che siamo in Spagna e che saper comunicare nella lingua nazionale non è un optional. Tuttavia devo riconoscere che per lavorare nel turismo lo spagnolo passa un po’ in secondo piano rispetto alle altre due lingue di cui parlavo prima. Ad ogni modo dovremo comunicare non solo con i turisti, ma anche col nostro capo, quindi un po’ di spagnolo ci vuole. In questo noi italiani siamo avvantaggiati, perché, data la somiglianza tra le lingue, non abbiamo difficoltà ad impararlo velocemente.

Giovani che non hanno nulla da perdere

Se sei giovane e hai molto spirito di adattamento le Canarie, come qualsiasi altro posto sulla terra, fanno per te. Sia che tu voglia studiare, sia che tu voglia venire qui a lavorare, non perdere l’occasione di fare questa esperienza.

Anche se queste isole sono la meta preferita dei pensionati, questo non vuol dire che qui non ci siano giovani. L’importante è scegliere bene la zona in cui trasferirsi. Las Palmas di Gran Canaria è una città piena di giovani, dove si respira un clima internazionale. Si tratta di una città universitaria, inoltre è piena di nomadi digitali. Anche La Laguna, sull’isola di Tenerife, è una città universitaria. Meglio invece tenersi lontani dalle isole minori.

Data la presenza di ottime università, le Canarie possono essere facilmente scelte per ragioni di studio. Il costo della vita è piuttosto basso e condividendo l’appartamento con altri studenti potresti pagare intorno al 200-250 euro per una stanza. Anche se il tuo obiettivo è trovare un lavoretto, le Canarie vanno bene per te. Queste isole vivono di turismo tutto l’anno e, con un po’ di intraprendenza, puoi facilmente trovare lavoro nella ristorazione.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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