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Lifestyle

Tutte le cose a cui ho deciso di rinunciare

Tutte le cose a cui ho deciso di rinunciare

E’ una strana lista questa che sto per proporti. Di solito infatti si parla di cose che si vorrebbe avere, non di cose a cui si decide di rinunciare. Eppure alcune volte non è avere di più a renderci felici, ma avere di meno. Avere tante cose è stressante perché nel momento in cui ci vengono a mancare non sappiamo come sopravvivere senza. Abituarsi a fare a meno di tutte le cose che la società ci dice che dobbiamo avere assolutamente (ma che in realtà non ci servono), può farci sentire straordinariamente leggeri. Provare per credere.

Ecco le cose ha cui ho deciso di rinunciare per sempre per essere più libera e, forse, anche più felice.

Mangiare

Forse più che dire che intendo rinunciare a mangiare dovrei dire che intendo rinunciare a mangiare male ed in maniera eccessiva. Il problema della nostra società (almeno di una certa parte della società) è che il cibo ha perso quella che è la sua vera funzione. Non si mangia più per nutrirsi, ma si mangia per una serie infinita di ragioni (ansia, tristezza, noia, convivialità). Questo eccesso di cibo poco salutare porta inevitabilmente a problemi di salute fisica e psichica, che ci impediscono di vivere la vita pienamente.

E’ praticamente da tutta la vita che porto avanti la mia lotta contro il cibo. Mangiare male diventa talmente un’abitudine radicata, che diviene estremamente difficile rinunciarvi. So qual è la strada giusta da seguire, ma trovo difficile imboccarla. Eppure è una battaglia che so di poter vincere. Fino ad ora ho fatto grandi progressi.

Cercare di diventare ricca

Fino a poco tempo fa il mio obiettivo era quello di diventare ricca. Questo è un po’ il desiderio di tutti. In fondo, in questo mondo dominato dal denaro, chi non ne ha a sufficienza è costretto a vivere una vita di rinunce e di incertezza. D’altronde credo che diventare ricchi sia una cosa abbastanza alla portata di tutti. A patto che ci si metta grandissimo impegno e tanta perseveranza. Ma qual è il prezzo da pagare per diventare ricchi?

Le persone che provano a diventare ricche devono dedicarsi anima e corpo a questo progetto. Sperare di vincere la lotteria non rientra tra le opzioni possibili: bisogna rimboccarsi le maniche e non fermarsi mai. Ma a cosa serve darsi tanto da fare se poi non abbiamo il tempo di goderci la ricchezza accumulata? Perché l’impresa di diventare ricchi impegnerà senza dubbio gran parte delle nostre giornate. Non è meglio allora impegnarsi mediamente, guadagnare mediamente e godersi di più la vita? Qualcuno contesterà che ci si gode meglio la vita con il portafogli traboccante di banconote. E’ quello che pensavo anche io, ma ora ho capito che basta solo guardare le cose da un’altra angolazione. Invece di vedere gli amici in pizzeria il sabato sera si può invece organizzare una serata casalinga: non si rinuncia ad una buona compagnia e a tante risate, ma il portafoglio non ne risente.

Accumulare oggetti

I soldi che vorremmo avere ci servono per comprare cose. Ma spesso si tratta di oggetti di cui non abbiamo bisogno. Ci troviamo così sommersi da una marea di oggetti inutili, che compriamo in maniera compulsiva. Alla fine diventiamo schiavi di questi oggetti, che ci succhiano energie.

Ultimamente mi sto dedicando al declutting. Ho deciso infatti di far sparire dai miei spazi tutte le cose di cui non ho bisogno. Sono una persona molto ordinata, ma mi sento oppressa dalle cose che popolano la mia casa. Montagne di roba che giace dimenticata. Quando poi mi serve qualcosa, mi dimentico di averlo già e vado a ricomprarlo.

Non sono assolutamente ai livelli di Sepolti in casa. Periodicamente faccio piazza pulita delle cose che non uso più, eppure in questo periodo ho veramente deciso di esagerare. Mi sto liberando di una quantità enorme di oggetti, ma ho anche deciso per il futuro di ponderare bene ogni acquisto che farò, anche quello più piccolo. Non voglio che nella mia vita entrino mai più cose inutili.

Svolgere un lavoro qualunque

La massima aspirazione delle persone oggi è diventata quella di avere un lavoro. Non un lavoro specifico, ma semplicemente un lavoro. Coi tempi che corrono come dargli torto. Eppure accontentarsi di un lavoro qualunque è una cosa tristissima. Da quando terminiamo gli studi fino al momento, sempre più lontano, in cui andremo in pensione, quel lavoro dovrà scandire quotidianamente le nostre vite. E’ impensabile vivere una vita felice se dobbiamo fare tutti i giorni una cosa che odiamo.

Anche se può sembrare utopistico, il lavoro dovrebbe essere una cosa che ci fa piacere fare. Proprio come un hobby. Infatti trasformare le proprie passioni in un lavoro dovrebbe essere il nostro obiettivo nella vita. Ed è quello che sono fermamente decisa a fare. D’altronde fare un lavoro qualunque non giova a nessuno perché quando facciamo qualcosa che non ci va di fare, non possiamo certamente farlo bene. Il nostro contributo alla comunità è praticamente nullo.

Accendere un mutuo

Le persone sono disposte ad accendere mutui trentennali pur di avere un proprio nido. E’ una cosa che ho sempre reputato folle. I mutui sono un’altra nuova e sottile forma di schiavitù della società moderna. Quando ho visto Capitalism: a love story di Michael Moore mi è salita una tristezza infinita per quelle persone, costrette a lasciare le loro case perché incapaci di pagarle.

Quando dico che accendere un mutuo la ritengo una cosa folle, molte persone protestano che è come pagare l’affitto, solo che alla fine la casa resta a te. Ma, anche se la sentirai tua dal primo momento, quella casa non sarà tua finché non avrai finito di pagarla. E se un giorno non potessi più pagarla, ti verrà portata via senza riserve. Allora ti sentirai deprivato di un bene che consideravi già tuo.

Avere una propria casa è sicuramente una cosa bella, ma non sempre il gioco vale la candela. A me piacerebbe avere una casetta tutta mia un giorno, ma l’acquisterò solo se sarò in grado di pagarla interamente senza chiedere niente alle banche. Diversamente ne farò a meno.

Vivere davanti al pc

Col computer ci lavoro e ritengo davvero che la tecnologia e il web siano delle cose fantastiche. Ormai è possibile fare di tutto con il computer, il che rende quasi superfluo l’uscire di casa. Non rinuncerò mai alle possibilità che il web mi può offrire, però ultimamente ne sono un po’ spaventata perché sento che la realtà virtuale sta sostituendo un po’ tutto quello che, anni addietro, facevo nella vita reale. Per me che sono classe 1983 il confronto tra il mondo pre web e quello post web appare piuttosto evidente. Per questa ragione ho deciso di ritagliarmi più spazi da dedicare alla vita reale, lasciando più spesso il computer spento.

Viaggiare comoda

Il viaggio viene considerato un lusso e tutto quello che è lussuoso ha anche un costo elevato. Mi capita continuamente di incontrare persone che vorrebbero viaggiare, ma che non lo fanno per mancanza di mezzi. Anche io fino a poco fa la pensavo così. Anche se ho sempre viaggiato al risparmio (non sono una persona che disdegna di alloggiare in ostello per intenderci), il viaggio ha in ogni caso inevitabilmente alcuni costi.

Questo è vero solo in parte. Ed io, devo ammetterlo, l’ho scoperto solo di recente. Ci sono persone che viaggiano senza spendere nemmeno un soldo. Non è utopia ma è realtà. Ci sono tantissimi sistemi per farlo. Cerco è necessario una estrema capacità di adattamento, quindi è importante non essere particolarmente pretenziosi. Io non mai viaggiato così, ma, ora che ho scoperto questo mondo, ho intenzione di farne parte il prima possibile.

La vita è un libro e chi non viaggia legge una pagina sola. Sant’Agostino

Perdere tempo

Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo. Perfino più preziosa del denaro. La nostra vita è fatta di tempo, non di soldi. Tempo che inesorabilmente se ne va per non essere mai più disponibile. Questa consapevolezza mi ha messo addosso un senso di urgenza. Mi ha fatto capire l’importanza di spendere ogni singolo secondo della mia vita in maniera costruttiva. Di fare sempre cose che mi fanno stare bene e che mi sono utili.

Essere multitasking

Essere multitasking viene spacciata per una qualità positiva. In una società che ci vuole sempre di corsa, impegnati a produrre il più possibile, è comprensibile che ci venga insegnato che essere multitasking sia un bene. In realtà si tratta di una cazzata.

Io credo di potermi considerare una persona multitasking. Faccio sempre mille cose insieme. Ma, siccome è concretamente impossibile svolgere alcune attività contemporaneamente, essere multitasking spesso vuol dire saltare da un’attività all’altra. Questo non va proprio bene. Innanzitutto quando non resti focalizzato su quello che stai facendo commetti degli errori. In secondo luogo fare più cose per volta genera confusione mentale e ci fa perdere il doppio del tempo. Essere multitasking non mi pare affatto una virtù, quindi mi sto sforzando di rimanere concentrata su una cosa per volta.

Tu hai deciso di rinunciare a qualcosa nella tua vita? Di cosa si tratta? Dimmelo con un commento.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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