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Stili di vita

Cos’è il minimalismo: semplificare per essere felici

Cos’è il minimalismo: semplificare per essere felici

Il minimalismo nasce negli anni Sessanta come corrente artistica che si contrappone agli eccessi della Pop Art. Ispirato alla filosofia zen giapponese, il minimalismo è diventato oggi uno stile di vita basato sulla semplificazione dello spazio fisico e mentale. Lo scopo  di chi lo abbraccia è quello di vivere una vita più soddisfacente e felice, senza essere schiavo del consumismo e complice delle sue tragiche conseguenze.

Scegliere il minimalismo significa scegliere una vita semplice, in cui non trova spazio il superfluo. Il superfluo non è definito in maniera assoluta, ma dobbiamo capire noi quali sono le cose più importanti per noi. Il minimalismo è focus, significa rimanere concentrati su queste cose che abbiamo identificato come importanti, senza lasciarci distrarre dal rumore di fondo. Il rumore può essere molto forte e persistente perché la società ci vuole consumatori. Veniamo al mondo come consumatori. Vengono indotti in noi dei falsi bisogni. Siamo costretti a lavorare sempre di più per soddisfarli perché crediamo che appagandoli raggiungeremo la felicità. In realtà finiamo col vivere in case estremamente caotiche, impegnati in attività che odiamo e che non apportano valore alla nostra vita. Di conseguenza ci sentiamo sempre più frustrati ed infelici.

Il minimalismo è la chiave per liberarsi da tutto questo. Ci permette di uscire dal circolo vizioso dei consumi compulsivi, che non sono solo materiali. Ci rende liberi di vivere la vita che vogliamo e di essere felici. Tutto questo è possibile smettendo di essere consumatori passivi e decidendo consapevolmente verso cosa direzionare le nostre energie e i nostri soldi. E’ possibile concentrandoci solo su quello che, materiale o immateriale, per noi è veramente importante.

Che cosa non è il minimalismo

Per spiegare che cos’è il minimalismo può essere utile partire dai preconcetti che esistono sul minimalismo. Bisogna chiarire che cosa il minimalismo NON è.

Il minimalismo non è un metodo per riordinare la casa. Non riguarda solo il lato materiale della nostra vita, ma comprende anche la sfera mentale. Quando ci avviciniamo al minimalismo per la prima volta normalmente iniziamo dalle cose materiali. Facciamo, per usare un termine inglese, decluttering. Di solito è il nostro armadio il punto di partenza. Questo avviene solo perché le cose materiali che possediamo sono quelle che in maniera più evidente generano caos nella nostra vita: ce le abbiamo davanti agli occhi costantemente. Col tempo iniziamo però a sentire il bisogno di semplificare anche aspetti immateriali della nostra vita.

Il minimalismo non significa non possedere niente o possedere un numero determinato di oggetti. Non è una gara a chi possiede meno. Non si basa sui numeri. Solo tu sai qual è il numero giusto di oggetti da possedere perché il numero giusto è quello che ti fa stare bene. Se ti fai prendere dalla smania di eliminare e finisci con l’eliminare cose che per te contano, ti sentirai infelice.

Nel minimalismo non ci sono regole. Non puoi farlo bene o male. Tu decidi in che misura praticarlo. Ci sono persone che operano un’estrema semplificazione della loro vita, rinunciando a quasi tutto, ma si tratta del loro personale percorso verso uno stile di vita minimalista. Ogni persona ha un suo personale approccio. E’ una strada personale perché ognuno sa di cosa ha bisogno per stare bene con sé stesso e col mondo.

Il minimalismo non è sacrificio. Non è privarsi di quello che ci fa stare bene solo per principio. E’ un processo che avviene in modo naturale, quando individuiamo le nostre vere priorità nella vita. Non bisogna sforzarsi. Eliminare va bene solo finché rende la nostra vita più piacevole.

Il minimalismo non significa essere poveri o tirchi. Non scegliamo di comprare meno perché non abbiamo soldi o perché non ci piace spenderli. Alcune tra le persone più ricche del pianeta hanno adottato uno stile di vita minimalista. Se non si hanno grosse possibilità economiche il minimalismo sicuramente aiuta a vivere una vita soddisfacente, senza sentirsi privati di quello che la società cerca di imporci, ma non sono solo le persone con pochi mezzi ad avvicinarsi al minimalismo. C’è perfino chi sceglie volontariamente di guadagnare meno, riducendosi l’orario di lavoro. Il minimalista non è nemmeno tirchio, come qualcuno crede. Lui sceglie semplicemente di acquistare consapevolmente, privilegiando la qualità alla quantità e le esperienze alle cose materiali. Il minimalismo è un cambiamento nella maniera di spendere i propri soldi, non significa smettere di spenderli.

Per essere minimalista non bisogna essere nomade digitale. I nomadi digitali sono persone che non lavorano in ufficio. Per svolgere la loro attività hanno solo bisogno di un computer e una connessione ad internet. Queste persone hanno molto libertà e spesso viaggiano frequentemente. Per forza di cose devono quindi adottare uno stile di vita minimalista, almeno dal punto di vista materiale. Sarebbe impensabile viaggiare portandosi dietro troppa roba, quindi devono imparare a ridurre le cose che ritengono indispensabili. Ma il minimalismo non è solo per chi viaggia. Anche chi conduce una vita stanziale può trarre grande giovamento dal minimalismo anche perché, come ho già specificato, esso non riguarda solo gli più aspetti materiali della vita.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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