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Cultura

Da Kindle a Kobo: differenze e vantaggi

Da Kindle a Kobo: differenze e vantaggi

Il mio Kindle, amico fedele di tante letture, mi sta per abbandonare. Dato che la sua dipartita poteva avvenire in qualsiasi momento, quest’anno ho approfittato del Black Friday per sostituirlo. Mi sono però indirizzata su un modello differente, cioè il Kobo.

Non è stato facile scegliere, anche se mi sono limitata a valutare i due marchi probabilmente migliori del settore: Kindle e Kobo. Ognuno di questi marchi produce più modelli e in tutto mi sono trovata a dover scegliere tra meno di una decina di dispositivi, ma non è stata una scelta facile anche perché conoscevo già il Kindle, ma non sapevo cosa aspettarmi dal Kobo.

Dopo un mese e mezzo di utilizzo del Kobo mi sento pronta a confrontare i due modelli ed evidenziarne pregi e difetti.

Il mio vecchio Kindle

Il Kindle è stato il primo e-reader che ho avuto. Si tratta del modello chiamato Paperwhite, che è una via di mezzo tra quello basico e quello avanzato. Il costo di questo e-reader è oggi come allora di 129 €, solo che oggi, a distanza di anni, vi è stata aggiunta una funzionalità che il mio vecchio modello non ha, cioè l’impermeabilità.

Avevo acquistato il Kindle circa 5 anni fa e non sono stata proprio contenta di doverlo sostituire ma, si sa, i gadget tecnologici oggi sono realizzati in modo tale da avere vita breve. Devo però riconoscere che un certo incidente ha contribuito ad accorciagli la vita, infatti tempo fa stava per annegare. Ero al mare a fare il bagno e la marea si è improvvisamente alzata, inondando la mia borsa che era in spiaggia. Nella borsa c’era il mio Kindle, che poi si è rifiutato di accendersi per un mese, dopodiché ha ripreso a funzionare normalmente. Ecco perché per me è stato imperativo scegliere questa volta un modello impermeabile.

Nel tempo ha iniziato a dare anche altri problemi, come l’illuminazione che funzionava a intermittenza e che poi ha smesso del tutto di funzionare, la batteria che si scaricava in pochissimo tempo e l’impossibilità di trasferire i libri usando il cavetto collegato al computer.

L’offerta attuale

Il mercato Kindle oggi propone i seguenti modelli:

  • Kindle classico da 79 € che è retroilluminato ma non impermeabile
  • Kindle Paperwhite da 129 € che è sia retroilluminato che impermeabile
  • Kindle Oasis da 249 € dalla forma più ergonomica e con probabilmente altre funzioni che non conosco perché, dato il prezzo, non l’ho proprio preso in considerazione

La situazione è più caotica per quanto riguarda il mercato Kobo. Oltre ai modelli canonici, che ricalcano bene o male quelli del Kindle, ce ne sono altri che sono abbastanza simili a quelli canonici sia nelle funzioni che nel prezzo. Si tratta probabilmente di modelli fuori commercio, infatti in nessun negozio sono riuscita a trovarli, ma sul sito del Kobo sono ancora presenti. I modelli canonici sono:

  • Kobo Clara da 99 €, che è il modello base di casa Kobo, retroilluminato ma non impermeabile
  • Kobo Libra H2O da 179 €, retroilluminato, impermeabile, ergonomico.
  • Kobo Forma da 249 €, che non ho preso in considerazione per via del prezzo, che non era a mio avviso nemmeno giustificato dato che il modello precedente è abbastanza completo

Il mio nuovo Kobo

Approfittando del Black Friday, ho acquistato quest’anno un nuovo e-reader. Dopo un’attenta comparazione di prezzi e caratteristiche la scelta è ricaduta sul Kobo Libra H2O da 179 €. In occasione del Black Friday sono riuscita ad accaparrarmelo a 129 €, cioè il prezzo del Kindle Paperwhite, che era la mia seconda opzione di scelta.

Rispetto al Kindle Paperwhite, il Kobo Libra H2O ha delle funzionalità in più. Entrambi sono retroilluminati, ma il Kobo permette anche di regolare la temperatura colore, impostandola su luci più calde o più fredde. Altra differenza tra i due modelli è l’ergonomicità del secondo, che ha un’impugnatura laterale munita di due tasti che permettono di cambiare le pagine (che possono essere cambiate anche toccando il monitor).

Perché sono passata a Kobo

Parlando in generale, gli e-reader Kobo e quelli Kindle sono abbastanza simili. A seconda del modello scelto dell’uno o dell’altro marchio, si possono avere pressapoco le stesse funzioni. Ci sono però due grandi differenze che ho individuato e che mi hanno spinta a propendere per un Kobo piuttosto che per un già testato modello Kindle.

La più grande pecca di Kindle è che è troppo strettamente legato ad Amazon. Amazon utilizza un formato specifico per gli e-book che sono in vendita nel suo store, che possono pertanto essere letti solo da un dispositivo Kindle. Allo stesso modo il Kindle supporta solo il formato della sua casa madre, più il formato .mobi e quello .pdf. Normalmente gli e-book in commercio su altri store online sono in formato .epub che il Kindle non supporta. Quando vogliamo leggere un e.pub su Kindle, dobbiamo prima convertirlo nel formato .mobi con Calibre, programma gratuito da caricare sul pc.

Questo processo sarà anche un po’ macchinoso, ma io mi ci ero abituata e anzi Calibre lo trovavo utilissimo per tenere in ordine la mia libreria. Quello che mi ha fatto propendere per Kobo è che questa rigidità di Kindle riguardo ai formati che è in grado di leggere impedisce di usufruire del prestito bibliotecario degli e-book, una possibilità di cui non ho ancora usufruito ma che vorrei iniziare a sfruttare in futuro. Con il Kobo è infatti possibile registrarsi presso le biblioteche che aderiscono al progetto MLOL (Media library online) e accedere al catalogo online di e-book che possono essere presi in prestito come i libri cartacei.Mi sembrava un’opportunità troppo ghiotta per lasciarmela sfuggire rimanendo fedele a Kindle.

La seconda grande differenza che mi ha fatto optare per Kobo è stata l’integrazione con Pocket. Pocket è un app che permette di salvare articoli sul web, che grazie all’integrazione con Kobo, possono essere comodamente letti nel proprio e-ereader piuttosto che sul monitor di uno smartphone. Il monitor degli e-erader infatti è pensato apposta per non stancare la vista ed è molto meglio di quello di uno smartphone per leggere. E poi è anche comodo avere tutto quello che riguarda la lettura (siano essi libri o articoli salvati dal web) in un dispositivo appositamente dedicato alla lettura.

Ci sono poi delle cose che non sono state determinanti nella mia scelta, ma che costituiscono comunque un plus che Kobo offriva rispetto a Kindle.

Uno di questi plus è che Kobo permette di regolare la temperatura colore. Le luci che illuminano Kobo possono essere regolate su una tonalità più fredda oppure su una tonalità più calda. I toni freddi sono adatti per la lettura diurna, mentre quelli caldi sono indicati per la lettura notturna, perché favoriscono il rilassamento. E’ anche possibile impostare un timer che attiva le luci calde un certo numero di ore prima di addormentarsi. Non avevo dato peso a questa funzionalità in fase di acquisto, ma utilizzando il dispositivo mi sono resa conto che è piuttosto utile.

Una cosa che non amavo del Kindle sono le pubblicità. Nel modello che ho io sono assenti, ma ho scoperto che i modelli attuali contengono pubblicità. E’ possibile avere per 10 € in più un modello privo di pubblicità, ma non mi sembrava giusto essere costretta a pagare di più per fare a meno di questo dono non gradito. Ero disposta a sorvolare sulla presenza di pubblicità, ma onestamente mi preoccupava un po’ la cosa perché ne ignoravo l’entità e la possibile invasività.

L’organizzazione dei documenti presenti sul Kobo è simile a quella di Kindle, infatti i vari e-book possono essere organizzati in cartelle che possiamo creare ed eliminare a nostro piacimento. Una piccola cosa positiva che ho trovato nel Kobo (scoperta però dopo l’acquisto) e che ho trovato alquanto utile è che il Kobo ha una organizzazione automatica dei libri in base all’autore. In pratica il dispositivo crea automaticamente delle cartelle che contengono tutti i testi di un dato autore.

Pregi del Kindle rispetto al Kobo

Anche se il Kobo presenta alcuni vantaggi rispetto al Kindle, non voglio dire che il Kindle sia peggiore in assoluto. Credo che tutto dipenda da quello che si cerca e da quello che ci si aspetta dal proprio e-reader. Il Kindle ha senza dubbio il vantaggio di costare meno. Il modello base costa 30 € in meno rispetto al corrispondente modello base di Kobo e per ottenere il modello impermeabile di casa Kobo, cioè il Kobo Libra H2O bisogna spendere 179 € a fronte dei 129 € del Kindle Paperwhite. E’ vero che il Kobo Libra H2O ha comunque delle funzioni in più rispetto al Kindle Paperwhite, come la forma ergonomica e un’illuminazione fredda/calda, ma se si riesce a fare a meno di questi optional, spendere 50 € in meno non è affatto male.

Nel Kobo ho individuato una pecca che, anche se non è un problema adesso potrebbe diventarlo in futuro. Questo dispositivo permette il trasferimento degli ebook acquistati in store non direttamente collegati al Kobo, solo attraverso cavo. Bisogna cioè collegare il Kobo al computer, dove terremo i nostri ebook. Questa possibilità ovviamente esisteva anche per il Kindle, ma non era l’unica opzione. Amazon infatti associa un indirizzo email ad ogni dispositivo che colleghiamo al nostro account Amazon (non solo il Kindle, ma anche un pc, un tablet o uno smartphone su cui avremo scaricato l’app Kindle). Attraverso quell’indirizzo email noi possiamo inviare i nostri libri a Kindle o altro dispositivo anche tramite e-mail. Ci basta spedire una email all’indirizzo collegato al nostro dispositivo, scrivendo come oggetto convert e aggiungendo in allegato i file che vogliamo inviare al dispositivo. Questa opzione extra mi pare molto utile e mi ha salvato la vita quando il mio vecchio Kindle ha iniziato a non essere più riconosciuto dal mio pc. Infatti, anche se non riuscivo ad inviare i libri tramite cavo, potevo inviarli tramite email.

E tu quale dispositivo di lettura usi? Come ti trovi? Fammelo sapere con un commento.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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