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Stili di vita

Fast fashion: 8 modi per prenderne le distanze

Fast fashion: 8 modi per prenderne le distanze

Negli ultimi anni sono spuntati come i funghi i marchi di fast fashion. E’ bello avere la possibilità di acquistare una maglietta per 5 euro, ma siamo sicuri che quei 5 euro siano veramente 5 euro? Sicuramente dal nostro portafogli uscirà solo quella cifra, ma tutto quello che noi stiamo risparmiando sarà qualcun altro a pagarlo. Perché di una cosa possiamo stare certi: queste aziende vogliono fare profitto, e ci riescono anche vendendo i loro capi a prezzi irrisori.

Chi paga il prezzo del fast fashion? Innanzitutto chi quei capi li ha realizzati, il cui lavoro viene sfruttato ai limiti della nostra immaginazione. Quello che vediamo noi sono solo i centri commerciali pieni di luci e di abiti che fanno capolino dalle vetrine, ma ignoriamo completamente la sofferenza delle persone che dall’altra parte del mondo hanno permesso questo.

In secondo luogo a farne le spese è l’ambiente, quindi in definitiva anche noi che ci viviamo dentro, perché queste produzioni massive hanno dei costi ambientali enormi. Nuove collezioni che escono ogni settimana prevedono un enorme sfruttamento delle risorse per essere realizzate e un forte impatto ambientale anche quando questi capi inevitabilmente finiscono in discarica, molto spesso ancora nuovi.

In ultimo ci rimette la nostra salute, perché non possiamo proprio aspettarci che una maglietta pagata 5 euro sia realizzata con materiali di buona qualità.

Prendere le distanze dall’industria del fast fashion fa bene a tutti, ma mi rendo conto che può essere difficile se non conosci le alternative. Ci sono passata anche io. Quando ho iniziato ad interrogarmi su queste tematiche, non riuscivo proprio a capire quale strada alternativa avrei potuto imboccare. Alla fine sono riuscita a trovare svariate soluzioni. Ancora non sono perfetta, non ho una soluzione per tutto e in certi casi ancora acquisto nei negozi, ma un po’ di passi avanti li ho fatti.

Decluttering

Gli armadi stracolmi non solo sono pessimi per l’ambiente, ma lo sono anche per noi. Trovarsi davanti montagne di vestiti crea caos materiale e mentale nelle nostre vite. Ci rende frustrati e ci dà la sensazione di non avere il controllo della nostra vita. In fondo se ci mette in crisi una cosa semplice come vestirci al mattino come possiamo affrontare da vincitori le sfide ben più grandi che la vita ci mette davanti ogni giorno?

Fare ordine nel nostro armadio può essere un primo passo per fare ordine nella nostra vita, prendendo il pieno controllo di essa. Non a caso chi si avvinca al minimalismo solitamente lo fa proprio iniziando ad occuparsi del proprio guardaroba. Riuscirci non è affatto difficile e può risultare anche divertente.

Quello che dobbiamo fare è dedicare un pomeriggio alla completa rassegna del nostro armadio. Capire cosa possiamo far uscire definitivamente da esso e cosa invece vogliamo mantenere. Eliminare tutto quello che non ci piace, che non ci sta più, che è eccessivamente usurato. Creare con quello che decidiamo di tenere delle ipotesi di abbinamenti.

Capire cosa veramente manca nel nostro armadio e di cui abbiamo veramente bisogno. Quando andremo a fare shopping la prossima volta, sapremo esattamente quello di cui abbiamo bisogno e lo cercheremo senza lasciarci distrarre da tutto il resto.

Stop agli acquisti compulsivi

Viviamo in un’epoca di abbondanza e siamo compulsivi in tutto: nel cibo, nel lavoro, negli impegni. Anche il nostro armadio non è da meno e infatti non riusciamo a frenare quell’impulso a comprare senza reale necessità. Il risultato è che ci ritroviamo con armadi pieni di vestiti ma con la sensazione costante di non avere niente da mettere.

Quando si acquista compulsivamente non lo si fa in maniera ragionata. Ci si butta senza riflettere su tutto quello che di bello vediamo nelle vetrine. Passato il momento, spesso ci rendiamo conto che quello che abbiamo acquistato non è neanche tanto bello. Ma soprattutto realizziamo che non si abbina con niente di quello che abbiamo già nell’armadio. Ed ecco che si apre un circolo vizioso che ci porta ad acquistare di nuovo.

Comprare presi da un impulso momentaneo porta a fare delle scelte di acquisto sbagliate. Per evitarlo è bene evitare le occasioni di shopping compulsivo, limitandosi ad andare per negozi solo quando si ha effettivamente bisogno di qualcosa e con le idee ben chiare riguardo quello che si sta cercando. In questo modo si ottiene un guardaroba più ordinato, con capi che si combinano perfettamente tra loro.

L’attesa è la nostra migliore consigliera. Evitare di andare per negozi tanto per passare il tempo è il primo passo per evitare gli acquisti compulsivi, ma quando ci viene in mente che abbiamo bisogno di qualcosa, meglio darci del tempo. Passato qualche giorno saremo più lucidi e riusciremo a capire se di quella cosa abbiamo veramente bisogno. Io a volte metto in standby i miei acquisti addirittura per mesi.

Mercato dell’usato

Nel mondo ci sono già quantità di vestiti adatte a coprire tutta la popolazione della terra. Non ci sarebbe bisogno di produrne degli altri, eppure le aziende fast fashion sfornano nuove collezioni ogni settimana. Boicottiamole e rivolgiamoci al mercato dell’usato, dove possiamo trovare capi di migliore qualità e originalità a prezzi super contenuti.

Per chi è appassionato di marche, nei mercatini dell’usato spesso si riescono a fare dei veri e propri affari, scovando capi di marca sulle bancarelle al costo di pochi euro. Infatti sulle bancarelle ci può finire di tutto: dal capo proveniente da qualche azienda fast fashion al capo di marca, dal capo usuratissimo a quello praticamente nuovo, con ancora l’etichetta attaccata. E qualsiasi sia lo stato o la provenienza, tutto viene inevitabilmente venduto allo stesso prezzo, che può essere anche di 1 euro o meno a pezzo.

Vintage

Ad un gradino superiore si trova il mercato del vintage. Si tratta ugualmente di abiti di seconda mano, ma questa volta vengono venduti in negozi. La differenza è nella qualità e nella pulizia. Mentre al mercato finiscono nel calderone sia abiti in ottime condizioni che abiti in pessime condizioni, nei negozietti vintage i capi sono in uno stato di conservazione impeccabile e vengono venduti già lavati e spesso pure profumati. Questo ovviamente si ripercuote sul prezzo, solitamente più alto.

Le catene di fast fashion propongono abiti realizzati in serie e alla fine ci ritroviamo tutti ad indossare le stesse cose. La moda è creatività, ma per essere veramente originali non c’è niente di meglio che rivolgersi al mercato del vintage. Girare per negozietti vintage ci garantisce di indossare capi unici, spesso anche di migliore qualità perché in passato i materiali e la lavorazione erano migliori.

Capi durevoli

Puntare sulla qualità invece che sulla quantità per tante persone non è allettante. Si preferisce avere tanto, anche se probabilmente non durerà più di una stagione. Ma avere armadi straboccanti crea inevitabilmente problemi logistici, oltre a riempire la nostra vita di caos fisico e mentale.

Puntare su pochi capi ma buoni non è solo una scelta etica e ambientale, ma è anche una scelta che ci semplifica la vita. Ci sono marchi che producono le loro collezioni in maniera etica, utilizzando materiali di alta qualità e non sfruttando i lavoratori. I prezzi sono ovviamente più alti, quindi bisogna ridurre la quantità, puntando su un armadio minimalista.

E’ un’alternativa al mercato del vintage e dell’usato per chi non impazzisce all’idea di utilizzare capi già indossati da altre persone.

Baratto

Un’alternativa economica al mercato del vintage e dell’usato è il baratto. Si tratta sempre di indossare abiti usati, ma spesso lo scambio avviene tra persone che si conoscono, come parenti o amici.

Una tendenza che arriva dal mondo americano è quella degli swap party, cioè delle feste in cui ci si presenta con gli abiti che si vuole dare via e dove è possibili scambiarli con quelli della nostre amiche. Ma il baratto può essere praticato anche con sconosciuti. Gli swap party in alcune città sono diventati eventi organizzati su larga scala, dove tutti possono partecipare e portare i propri abiti da scambiare.

Cucito

Se sai cucire sei già sulla buona strada. Se non sai farlo, può essere una buona idea imparare. E’ un’abilità che le nostre nonne e mamme avevano, ma che sta andando perduta nelle nuove generazioni.

Io purtroppo non so cucire, ma sto cercando di imparare. La possibilità di creare da sola i miei abiti mi ha sempre ispirato molto perché spesso non riesco a trovare nei negozi quello che avrei in mente.

Con il cucito si può ridare nuova vita ad abiti che non ci piacciono più, trasformandoli attraverso qualche piccola modifica. Riusciamo ad evitare di destinare alla pattumiera abiti che avrebbero bisogno di qualche intervento che, per ragioni di costi, non ci conviene far fare alla sarta.

Uncinetto

Altra arte che sta andando perduta è quella dell’uncinetto. Imparare a lavorare all’uncinetto è molto più semplice che imparare a cucire e può essere un’alternativa. I movimenti sono piuttosto meccanici e una volta imparati si ripetono. E personalmente lo trovo molto rilassante.

Personalmente sono riuscita a realizzare una borsa in tre giorni e non avevo mai usato l’uncinetto prima.

Con l’uncinetto non si può fare tutto quello che si può fare con la macchina per cucire, però si possono realizzare belle creazioni originali  da indossare sia in estate che in inverno.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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