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Viaggiare

Grecia insolita: destinazioni non troppo turistiche attraverso questo paese tutto da scoprire

Grecia insolita: destinazioni non troppo turistiche attraverso questo paese tutto da scoprire

La Grecia è come l’Italia, un paese tutto da scoprire. In qualsiasi parte del paese ti trovi puoi stare certo di trovare qualcosa che delizi i tuoi occhi. Sono anni che ho il desiderio di esplorarla tutta in un lento viaggio on the road, ma fino ad ora non ho avuto modo di farlo. Sono però al mio secondo viaggio in questa terra bellissima e finalmente ne ho visitato un altro interessante pezzetto.

Il mio viaggio si è svolto nella parte nord del paese, quella più snobbata dai turisti, specialmente nel mese di agosto, quando si accalcano sulle isole principali alla ricerca di sole, mare e vita notturna. Questo stile di viaggio però non fa per me, perché preferisco i posti più tranquilli e caratteristici, e devo dire di averne incontrati parecchi durante questa mia esplorazione della Grecia del Nord.

Salonicco (Tessaloniki)

Atene è la capitale e anche, per ovvi motivi culturali, la città più famosa della Grecia, ma la seconda città più grande del paese è Salonicco. Capoluogo della regione della Macedonia, terra natale di Alessandro Magno, Salonicco è una città abbastanza caotica, quindi non è qui che ho trovato la tranquillità che cercavo. Era però un approdo obbligatorio per me che arrivavo in autobus dai Balcani.

Vale la pena visitare Salonicco? Assolutamente sì se si ama andare in giro per città. E’ una bella città sul mare, ricca di storia e di cultura. Il mare è l’indiscusso protagonista, anche se in città non ci sono spiagge, ma solo un lungomare lunghissimo dove è piacevole fare una passeggiata accarezzati dalla brezza marina. In questa zona si trova la Torre Bianca, autentico simbolo cittadino.

Quando si è stanchi di camminare, ci si può infilare nelle stradine adiacenti alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti nelle tipiche taverne oppure nelle rosticcerie e pasticcerie che sono ovunque. Punti principali sono piazza Aristotele, vero centro cittadino, e la zona in cui si trova il complesso di Galerio, formato dai resti del palazzo, dall’arco trionfale e dal mausoleo che avrebbe dovuto ospitare i suoi resti.

Salonicco è una città che porta le tracce di due grosse presenze che l’hanno caratterizzata nel passato: quella turca e quella ebraica. Molti sono gli edifici in stile turco che si incontrano vagando per la città. Per quanto riguarda la comunità ebraica, qui ce n’era una molto vasta, composta soprattutto dagli ebrei cacciati dalla Spagna. Si può conoscere la loro storia visitando il museo ebraico.

Al tramonto consiglio vivamente di salire sulle colline che circondano la città, nel quartiere di Ano Poli, per riscoprire il nucleo antico della città, unico sopravvissuto all’incendio del 1917, e per ammirare il tramonto dalla cittadella di epoca bizantina e ottomana.

Penisola Calcidica (Halkidiki)

A Salonicco non c’è la spiaggia, ma ci sono spiagge appena fuori città. Il problema della Grecia è che i trasporti sono terribilmente costosi. Per questo motivo ho escluso la possibilità di andare avanti e indietro tutti i giorni in autobus, e ho optato per trasferirmi per alcuni giorni direttamente vicino alla spiaggia.

Facendo qualche ricerca ho scoperto che una zona molto gettonata non lontana da Salonicco è la Penisola Calcidica. Ho trovato anche un ostello a buon mercato in uno dei paesi sul mare di questa penisola e mi sono spostata lì per una settimana per godermi un po’ di mare.

La Penisola Calcidica è una fascia di terra dalla strana forma a forchetta. E’ una penisola che racchiude al suo interno altre tre penisole, che formano tre lingue di terra parallele che si estendono nel mare, ricordando i rebbi di una forchetta.

I nomi di queste tre lingue sono Kassandra, Sithonia e Monte Athos. Kassandra è la zona in cui si trovano le spiagge più attrezzate, mentre a Sithonia ci sono quelle selvagge e incontaminate. Il Monte Athos invece è una zona di monasteri ortodossi, completamente interdetta alle donne.

Io sono stata in una località tra la prima e la seconda penisola nella penisola, che si chiama Psaukodia. Una piccola località con una bella spiaggia e un lungomare con qualche ristorante e negozio. Una zona tranquilla dove passare qualche giornata al mare.

La spiaggia non è niente in confronto alle altre spiagge della zona, che mi hanno detto essere molto più paradisiache, ma è comunque più che accettabile. Il mare cristallino della Grecia c’era ed era un piacere bagnarvisi dentro, malgrado la temperatura un po’ bassa dell’acqua.

Una zona della spiaggia era occupata da ombrelloni e sdraio, ma un’ampissima porzione era libera e selvaggia. La cosa che mi ha sorpreso è stata vedere che nella zona attrezzata le persone stavano ammucchiate, mentre la spiaggia libera era alquanto vuota, malgrado fossimo in pieno agosto.

Moltissimi erano i camperisti che erano approdati lì con i loro mezzi e c’era pure qualche tenda piantata sulla spiaggia.

Kalambaka (Meteore)

Di ritorno dalla Penisola Calcidica, mi sono fermata di nuovo qualche giorno a Salonicco, prima di partire per Kalambaka, piccola località della Tessaglia divenuta famosa per essere la porta sulle Meteore.

Le Meteore sono delle formazioni rocciose che ospitano sulle loro sommità dei monasteri, nei quali i monaci aveano deciso di ritirarsi per isolarsi dal resto del mondo e vivere così il rapporto con Dio più intensamente. I monasteri principali, che si possono visitare, sono sei e si possono raggiungere o con una lunga passeggiata tra continui sali scendi, oppure spostandosi in autobus o con mezzo proprio.

Una volta lassù, la sensazione di pace e tranquillità che si prova è unica, soprattutto se si decide di esplorare la zona nel tardo pomeriggio, quando il via vai di autobus e auto si è ridotto sensibilmente dopo la chiusura dei monasteri. Una volta rientrati in paese, diventa stridente il contrasto tra la pace sperimentata lassù e il chiasso dei locali che si preparano ad accogliere i turisti per la sera.

Kalambaka è tutto sommato una cittadina nel mezzo del nulla, la cui popolazione è per lo più costituita da persone anziane, che probabilmente sopravvive solo grazie ai turisti di passaggio che vanno a visitare le Meteore. Non vale la pena rimanere in città più del tempo necessario per lanciarsi nell’esplorazione dei monasteri.

Giannina (Ioannina)

Ultima tappa del mio itinerario insolito attraverso la Grecia del Nord è stata la città di Giannina, capoluogo dell’Epiro. Ammetto che prima di questo viaggio ne ignoravo l’esistenza. Mi sono imbattuta in questa località mentre cercavo posti da visitare lungo la mia rotta in direzione Igoumenitsa, cittadina da cui avrei preso il traghetto per rientrare in Italia.

Giannina è una città che mi ha sorpreso tantissimo e che conto di visitare nuovamente in futuro. Si tratta di una città che ha conservato molte tracce del suo passato ottomano, infatti la città vecchia conserva ancora le mura, il castello e alcune moschee di quell’epoca. Bellissimo è l’antico quartiere turco, con le stradine strette e pullulante di botteghe.

E’ una vivace città universitaria e le strade del centro pullulano di giovani a tutte le ore del giorno e della notte, ma basta addentrarsi in qualche stradina laterale per ritrovarsi immediatamente da soli e sommersi dalla calma più totale.

Ma il fiore all’occhiello di Giannina è il suo lago. Quando l’ho visto per la prima volta, in una giornata un po’ nebbiosa subito dopo la pioggia, ne sono rimasta incantata. L’atmosfera è molto suggestiva, quasi magica. Si trova in una zona più decentrata rispetto al centro, lontano dal suo vivace caos. Perfino l’illuminazione è molto scarsa e la sensazione di pace che pervade appena gli occhi si posano sulle sue acque è totale. Ma oltre alle rilassanti acque, a rendere ancora più bello il paesaggio sono le montagne che lo abbracciano. In inverno, con le cime innevate, devono essere una meraviglia.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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