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Cultura

Film da vedere assolutamente: Hungry hearts

Film da vedere assolutamente: Hungry hearts

Hungry Hearts è un film di Saverio Costanzo, che parla di un argomento molto attuale e sentito, soprattutto dopo che la cronaca ha portato alla luce la morte di alcuni bambini figli di genitori vegani. La protagonista di questo film, tratto dal romanzo Il bambino indaco di Marco Franzoso, è una vegana che rischia di uccidere il suo bambino con le sue fissazioni mentali.

Mina e Jude si conoscono nel bagno di un ristorante. Tra loro scatta subito la scintilla e iniziano a convivere in un appartamento di New York. Quando Mina scopre di essere incinta, incomincia ad essere ossessionata dalla necessità di purificare il suo corpo. Intraprende dei digiuni, che rischiano di danneggiare il nascituro. Quando nasce il bambino, riversa su di lui le sue ossessioni, evitando di farlo uscire di casa e nutrendolo solo con cibi vegetali che lei stessa coltiva nella serra che ha ricavato sul terrazzo. Si rifiuta inoltre di farlo visitare dai medici. Il bambino non cresce. Jude cerca di nascosto da Mina di alimentarlo con cibi animali, ma viene scoperto. Riesce ad allontanarlo dalla madre, ma Mina non si rassegna. Un giorno tenta di rapirlo e Jude la colpisce, ferendola. Mina sporge denuncia per percosse e riesce a riottenere la custodia del bambino. Il finale, un vero colpo i scena inaspettato, rimetterà però le cose a posto.

Hungry Hearts può essere interpretato allegoricamente. Esso ci mostra l’intransigenza dell’ideologia, di qualunque natura essa sia. La protagonista Mina è talmente presa dalle sue convinzioni, da perdere totalmente il contatto con la realtà. Essa diventa incapace di distinguere lucidamente il bene dal male, con la conseguenza che rischia di danneggiare inconsapevolmente il suo bambino, che pure ama moltissimo. Credere in maniera così profonda in un’idea fa sprofondare nel fanatismo, che rende incapaci di intravedere una via diversa o di scendere a compromessi. Questo tema è quanto mai attuale oggi, dove il fanatismo religioso caratterizza una vasta fetta del mondo contemporaneo, con conseguenze drammatiche.

Quello che ho odiato di questo film è il suo messaggio letterale. Mina è una donna vegana, che si sottopone a frequenti digiuni purificanti, che evita di assumere farmaci e di sottoporsi a cure mediche. Convinta di fare la cosa giusta, sottopone il suo bambino allo stesso trattamento. La tendenza, che si sta molto sviluppando molto, di avvicinarsi ad uno stile di vita più naturale, ha oggi moltissimi detrattori. Questi detrattori cercano di far passare per pazzi coloro che adottano questo stile di vita. Il messaggio di Hungry Hearts è esattamente questo. Mostrandoci una madre vegana che rischia di far morire di fame il suo bambino, questo film ci dice che tutti i vegani sono dei fanatici. In tutte le cose è necessario equilibrio e consapevolezza e mangiare vegano, digiunare, rinunciare ai farmaci per quanto possibile, non sono cose folli se fatte con ragionevolezza.

Recentemente la cronaca ci ha restituito storie di neonati, figli di vegani, morti per malnutrizione. I giornalisti sottolineano le scelte alimentari dei genitori, contribuendo alla demonizzazione del fenomeno. Pochi esempi non fanno un caso, e sono sicura che ci sono altrettanti bambini fortemente denutriti figli di genitori onnivori. Oppure cosa dire dei bambini obesi? Non sono da biasimare anche quei genitori che li lasciano mangiare senza freno, con altrettanto danno per la loro salute? Quando Jude porta il piccolo dal dottore, questi gli annuncia che il bambino è denutrito e che deve subito iniziare a mangiare carne. Questo messaggio è sbagliato, perchè il bambino non è denutrito perchè non mangia carne, ma perchè Mina non lo alimenta in maniera corretta, cosa che sarebbe potuta accadere anche a qualsiasi madre onnivora poco consapevole.

Il dibattito tra vegani ed onnivori è già fin troppo accesso e non c’è bisogno di film o romanzi che lo alimentino ancora di più. Dovrebbe essere chiaro che entrambe le scelte possono essere portate avanti in maniera corretta o sbagliata, dipende solo dal grado di equilibrio che la persona ha. Gli integralismi non sono mai positivi e bisogna cercare di mantenere il contatto con la realtà per capire quando e se è necessario fare inversione di rotta. Il problema di Mina non è il fatto che nutre suo figlio con cibi vegetali coltivati da lei, ma che è una persona disturbata, che ha perso il contatto con la realtà.

Ecco il trailer.

Hai visto Hungry Hearts? Cosa ne pensi?

 

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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