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Stare bene

Il digiuno terapeutico

Il digiuno terapeutico

Il digiuno è l’astensione totale dal cibo per un periodo di tempo che può andare da poche ore a diversi giorni. Tutti noi sperimentiamo continuamente il digiuno tra un pasto e l’altro oppure durante il riposo notturno. Durante un digiuno integrale è ammessa solo l’assunzione di acqua. Qualcuno pratica anche il digiuno soft, che prevede l’assunzione di liquidi (succhi di frutta e centrifugati di verdura), ma non si può parlare in questo caso di un vero e proprio digiuno. Il digiuno terapeutico infatti prevede il mettere totalmente a riposo il nostro apparato digerente, cosa che non avviene quando si assumono alimenti (anche i succhi di frutta e di verdura sono alimenti).

Il digiuno terapeutico è la migliore medicina, quella più naturale che c’è. E’ una pratica che viene adottata istintivamente dagli animali quando stanno male. Gli animali smettono di mangiare e se ne stanno a riposo fino alla completa guarigione. Anche noi umani facciamo la stessa cosa in alcune circostanze: a volte quando siamo malati il corpo rifiuta il cibo, così ce ne asteniamo. Digiuno e riposo favoriscono il processo di guarigione perché tutte le energie dell’organismo vengono spese per combattere le cause della malattia.

Il digiuno potrebbe sembrare una pratica estrema, ma in realtà non lo è. Mangiare è fondamentale per la nostra sopravvivenza ma i problemi della popolazione mondiale (la parte fortunata) oggi sono dovuti per lo più all’eccessiva alimentazione, piuttosto che alla carenza di cibo. La guerra è finita quasi 70 anni fa. Nessuno oggi muore di fame in Europa, nemmeno le persone più indigenti. Eppure parlare di digiuno evoca immediatamente l’immagine di danni irreversibili all’organismo e di morte. In realtà il digiuno è una pratica sicura e che apporta numerosi benefici all’organismo, permettendo una purificazione profonda dalle tossine. Un organismo, per arrivare alla morte per inedia, necessità di parecchio tempo (anche diversi mesi). Il digiuno terapeutico deve ovviamente essere interrotto prima che dei danni irreversibili possano colpire l’organismo. E’ il nostro stesso corpo a dirci quando è necessario ricominciare a mangiare, inviandoci dei segnali inequivocabili.

Che cos’è il digiuno terapeutico

Il digiuno terapeutico è un’esperienza che produce profondi sconvolgimenti nell’organismo. Durante il digiuno il nostro organismo viene messo a riposo. La digestione è infatti un’attività che richiede un dispendio enorme di energie. Se l’organismo è impegnato ogni giorno a digerire i cibi che mangiamo, non ha la possibilità di concentrarsi su altre attività. Durante il digiuno terapeutico invece l’organismo ha tutte le sue risorse a disposizione per fare quello che normalmente non riesce a fare, cioè una pulizia profonda dell’organismo.

Durante questa pulizia vengono mobilitate parecchie tossine depositate tra i tessuti adiposi (formatesi a causa di cibo spazzatura, farmaci, fumo, smog, alcool e altri agenti tossici entrati a contatto col nostro organismo anche decenni prima), che vengono rimesse in circolo per essere poi eliminate attraverso i principali organi escretori dell’organismo: polmoni, pelle, intestino e reni. Quando le tossine entrano in circolo, possiamo avvertire diverse forme di malessere, ma non bisogna aver nessun timore perché sono normali sintomi della disintossicazione in atto. Non bisogna assumere nessun farmaco per lenire i dolori, ma semplicemente stare a riposo il più possibile. Svaniranno da soli quando l’organismo si sarà disintossicato o quando riprenderemo a mangiare.

Il digiuno è pericoloso?

Il digiuno non è affatto una pratica pericolosa. Si consiglia di condurlo sotto la guida di un esperto naturopata solo perché i sintomi a cui si va incontro possono spaventare e spingerci ad interromperlo: una guida in questo caso è importante perché è in grado di rassicurarci  e spiegarci quello che sta avvenendo nel nostro organismo.

Durante il digiuno è molto importante circondarsi di un ambiente sereno. Uno dei principali problemi che deve affrontare la persona che deve digiunare è lo stress a cui viene sottoposto da amici e parenti, che non capiscono le ragioni della nostra scelta e ci invogliano continuamente a mangiare. Mai lasciarsi convincere ad interrompere il digiuno perché questa può essere una cosa molto pericolosa: quando si decide di interrompere il digiuno bisogna ricominciare a nutrirsi con grande gradualità, imparando ad ascoltare il corpo e i segnali che ci invia. Se il tuo ambiente familiare non è consono forse sarebbe meglio per te spostarti in un centro specializzato.

La parte più pericolosa è l’interruzione del digiuno. Come ho già detto, quando si riprende a mangiare bisogna farlo gradualmente, introducendo per i primi giorni solo cibi leggeri come succhi di frutta e verdura, mele, spinaci, ecc. Cereali e legumi vanno introdotti lentamente, ascoltando sempre la risposta del corpo. Solo alla fine vanno inseriti i derivati animali.

Cosa si prova durante il digiuno

Durante i primi giorni di digiuno si potrebbe avvertire un senso di fame. Questa non è la vera fame, quella fisiologica tipica di una persona che si trova in deficit di sostanze nutritive, infatti il corpo umano, anche quello di persone magre, è perfettamente in grado di vivere consumando le sue scorte per diversi mesi. La fame che compare nei primi giorni è una fame che io chiamerei “chimica”. E’ la fame di chi si sta astenendo da sostanze che provocano dipendenza (in particolare lo zucchero e le farine raffinate fanno questo effetto). Lo stesso fenomeno si verifica nella persona che smette di fumare, oppure nel tossicodipendente che decide di chiudere con le droghe. Questa sensazione sparisce completamente nel giro di alcuni giorni e per tutto il periodo della durata del digiuno non sarà più avvertita.

Se il digiuno non viene interrotto volontariamente, ma viene portato avanti fino alla sua conclusione naturale, la fame ritornerà quando l’organismo starà per esaurire le sue scorte. Questa è la vera fame. In questo caso bisogna immediatamente riprendere a nutrirsi, ovviamente con i dovuti accorgimenti (non si può interrompere un digiuno mangiando una pizza o un piatto di pasta).

Un’altra cosa che avviene durante il digiuno terapeutico è uno stato di malessere che può concretizzarsi in mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, crampi allo stomaco, vomito, diarrea, sfoghi della pelle e altre forme di malessere. Questi sintomi non devono spaventare, né tanto meno indurci ad interrompere il digiuno, perché sono la prova che l’organismo sta iniziando ad espellere i suoi veleni. Si dovrebbe quindi accogliere con gioia questi sintomi, che comunque passeranno presto (dipende dal livello di intossicazione), e cercare di stare a letto e riposarsi. Assolutamente vietato assumere farmaci per alleviare questi sintomi. Si rischia di compromettere l’intero digiuno terapeutico.

Quali sono i vantaggi del digiuno

Il digiuno terapeutico è un vero e proprio elisir di bellezza e benessere. I vantaggi sono notevoli sia sul corpo che sulla mente. Tutti i tessuti malati e danneggiati vengono distrutti e digeriti per essere sostituiti con tessuti sani. Stessa cosa avviene con i tessuti inutili, come ad esempio il grasso. La conseguenza di tutto cioè è una drastica perdita di peso e un ringiovanimento dei tessuti.

Chi si avvicina a questa pratica spesso lo fa per motivi diversi, ma la perdita di peso è un fattore importante e le persone obese e in sovrappeso dovrebbero tenere in considerazione questo metodo. Di solito dietro all’obesità c’è un’incapacità di contenersi davanti al cibo, soprattutto davanti al junk food, che è creato apposta per dare una gratificazione immediata e, allo stesso tempo, creare una forte dipendenza. Si mangia per tanti motivi, e quello che maggiormente porta a farci ingrassare è che il cibo è una gratificazione per l’anima, spesso insoddisfatta e sofferente. In questi casi è difficile mettersi a dieta perché il pensiero del cibo rimane e inoltre, riducendo la quantità di calorie, ma non abolendola del tutto, si continua ad avvertire il senso di fame “chimica”. Spesso le persone che si mettono a dieta riescono a mantenere la determinazione necessaria solo per pochi giorni, dopodiché mollano.

Il digiuno terapeutico non permette solo di perdere i chili in eccesso, ma soprattutto depura a fondo l’organismo, sostituendo tessuti malati e vecchi con tessuti nuovi. Questo porta ad un ringiovanimento degli stessi. Con il digiuno si pratica insomma un lifting naturale. Ma la pelle migliora anche in altri modi. Le pelli asfittiche e impure ne traggono enorme giovamento, in quanto vengono eliminate tutte le tossine che provocavano impurità.

Digiunare ha anche effetti notevoli sulla mente. Si acquista una maggiore lucidità di pensiero, si migliora la memoria e la concentrazione. A livello psicologico si diventa più riflessivi sul cibo e sul rapporto che abbiamo con esso. Credo che sia un buon punto di partenza per le persone che tendono a mangiare in maniera compulsiva. Riuscire a portare avanti un digiuno, anche di pochi giorni, ci insegna che possiamo esercitare un controllo sulle nostre cattive abitudini, che non dobbiamo necessariamente esserne schiavi, e questo aiuta anche ad accrescere l’autostima. Il digiuno aiuta anche a liberarsi da altre dipendenze, come il fumo e l’alcool.

Non entro nel merito di quelle che sono le malattie che si possono curare con la pratica del digiuno, anche se ce ne sono diverse. D’altronde il digiuno è il processo di guarigione naturale più potente che esiste in natura, quello che viene messo in atto da tutti gli animali in maniera istintiva.

Conclusione

Praticare il digiuno terapeutico occasionalmente anche per pochi giorni è sempre positivo per l’organismo. Ovviamente bisogna avere uno stile di vita sano e naturale il più possibile anche negli altri giorni dell’anno. Con questo non dico che non si può mai uscire fuori dai binari: il nostro corpo è una macchina resistente ed è perfettamente in grado di attutire i colpi, ma non bisogna tirare troppo la corda. Ricorda che il cibo non è un piacere della vita: il primo piacere della vita è godersi una vita serena e in perfetta salute.

Hai mai digiunato completamente o parzialmente? Come è stata la tua esperienza?

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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