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Cellulosa e celluloide

Il fenomeno Gomorra

Il fenomeno Gomorra

Alla vigilia della terza stagione di Gomorra, mi è capitato di riflettere un po’ su questa serie tv. Questa terza stagione si prospetta ancora più interessante delle altre due che l’hanno preceduta. A quanto pare Gomorra è l’unica serie che invecchiando migliora.

Gomorra molti la amano. Non può essere diversamente dato che si tratta di un genere unico nell’universo delle serie tv italiane. Ed è anche un prodotto fatto parecchio bene da un punto di vista cinematografico. Qualcosa di cui possiamo veramente andare fieri. Fino ad ora trovo che si tratti dell’unica serie tv italiana in grado di competere con quelle statunitensi.

Ma Gomorra c’è anche chi la odia. Ci sono persone che sostengono che offra un pessimo esempio e altre che invece lamentano la cattiva immagine che questa serie fornisce della città di Napoli. Io non sono d’accordo con queste tesi. Ma ammesso pure che fossero vere non penso si possa pensare di censurare un lavoro artistico per queste motivazioni. Dovremmo censurare molto di quello che la televisione e il cinema ci propongono e finiremmo col vivere in un mondo senza arte.

Gomorra infanga l’immagine di Napoli

Questa accusa mi pare ridicola. Da napoletana non mi sento affatto infangata da questa fiction. Se Gomorra descrive una realtà che esiste veramente perché dovremmo ignorarla? Perché dovremmo nascondere la testa sotto la sabbia e fare finta di niente? In fondo non sono gli ideatori della fiction ad essere responsabili di questa realtà. Chi è intelligente sarà in grado di comprendere da solo che quella che viene descritta è solo una parte della realtà napoletana, che non identifica affatto una città e la sua popolazione nella sua interezza. Napoli ha mille sfumature. Quella descritta da questa fiction è una delle tante ed è bene che venga rappresentata perché tutti dobbiamo sapere. Per quanto io sia napoletana, prima di leggere il libro di Saviano ignoravo completamente queste dinamiche.

Esiste il rischio di emulazione

Il rischio emulazione è un’altra accusa che viene mossa alla serie tv. Non dico che non possa esistere, ma se vogliamo preoccuparci di questo dovremmo censurare la maggioranza delle pellicole della storia del cinema. Mi pare evidente che in una società democratica non è possibile attuare una tale censura perché vorrebbe dire veicolare alle masse solo precisi messaggi, facendo di fatto il lavaggio del cervello alle persone.

L’essere umano deve essere lasciato libero di scegliere tra il bene e il male, trovandoseli davanti entrambi. Se di fronte a fiction come Gomorra si cade nel rischio di emulazione vuol dire che già alla base c’è una propensione verso il male e quindi il problema ha radici più profonde e non può essere risolto censurando uno show televisivo. Chi ha una propensione verso il bene invece inorridisce di fronte a tale spettacolo. D’altronde chi nasce e cresce in certi ambienti non ha bisogno di accendere la tv per imparare ad emulare determinati atteggiamenti. Certi comportamenti e un certo modo di pensare gli vengono inculcati fin da bambino, quindi non si può incolpare la fiction ma piuttosto bisognerebbe affrontare il problema diversamente.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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