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Cellulosa e celluloide

Il racconto dell’ancella #serieTV #libro

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Ho appena terminato la prima stagione della serie Il racconto dell’ancella. Per il momento si tratta dell’unica disponibile, dato che la serie è stata realizzata quest’anno. Questa serie in Spagna è disponibile su HBO (in Italia mi pare di aver capito che non è ancora disponibile), di cui sto sfruttando il periodo di prova gratuito, anche se non penso di rinnovare il servizio, che trovo molto inferiore a quello offerto da Netflix. Al momento sono riuscita ad individuare solo questa serie come meritevole di essere vista (almeno per i miei gusti), anche se devo riconoscere che propone un’offerta di film notevole.

Ma tornando alla serie, questa è realizzata a partire dall’omonimo romanzo di Margareth Atwood. E bisogna dire che era pure ora che venisse fatta una trasposizione su schermo decente di questo bellissimo romanzo. Al momento era stato realizzato solo un film nel 1990, poco conosciuto e nemmeno tanto bello (anche se pare abbia vinto l’Oscar come miglior film straniero). Trovo molto strano che fino ad ora nessun regista abbia pensato di creare un adattamento cinematografico moderno di questo romanzo.

La storia

La storia è ambientata in un mondo distopico in cui sono rimaste pochissime donne fertili. Le donne ancora capaci di procreare vengono rese schiave al servizio delle famiglie più influenti, affinché possano dargli dei figli, secondo un preciso rituale ispirato alla bibbia. Quando assolvono la loro missione di generare un figlio per la famiglia a cui sono state assegnate, vengono spostate in un’altra famiglia, per ripetere tutta l’operazione. Sono anche costrette a rinunciare al loro nome, assumendo di volta in volta quello del loro nuovo padrone, preceduto dalla preposizione di possesso di. Il nome della protagonista è ad esempio Difred, perché il suo padrone si chiama Fred.

Modernità e attualità della serie

La scrittrice femminista Margareth Atwood scriveva questo romanzo nel lontano 1985. Eppure, guardando la serie, mi sembra di ritrovarvi delle tematiche attualissime. Un gruppo di fanatici religiosi (in questo caso cristiani) che fa piombare il mondo moderno, che vediamo attraverso una serie di flashback, nel Medioevo. Un mondo in cui ogni libertà viene negata. In cui la pena capitale è strumentalizzata ed applicata in una barbarica spettacolare maniera. Un mondo in cui le donne hanno perso ogni diritto. Le donne sono divise in categorie in base alla loro funzione sociale (oltre alle ancelle, ci sono le mogli, le zie, le marte, le non-donne) e ogni categoria ha i suoi abiti distintivi per colore e modello.

Come non vedere in tutto questo qualcosa di straordinariamente attuale? Il frequente confronto tra la modernità di un recente passato e l’arretratezza del momento attuale ti mettono addosso un senso di angoscia, facendoti riflettere sul fatto che a volte quello che sembra essere uscito dalla fantasia di uno scrittore potrebbe anche tramutarsi in realtà.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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