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Stare bene

L’equilibrio tra i desideri e la dura realtà

L’equilibrio tra i desideri e la dura realtà

Nella vita la parola chiave è equilibrio. Essere estremista può forse andare bene per alcune persone, ma la maggioranza si sentirà più a suo agio seguendo la via di mezzo. La via di mezzo è quella che è più conveniente seguire, a meno che non siamo persone coraggiosamente fuori dagli schemi.

Lasciare il lavoro di punto in bianco e mettersi a fare il giro del mondo zaino in spalla è sicuramente un’impresa straordinaria. Qualcuno l’ha fatto, ma non è per tutti. L’incertezza del futuro sarebbe fonte di grande preoccupazione per la maggioranza di noi. Non avremmo il coraggio di mollare tutto per inseguire i nostri sogni e lanciarci in un’impresa così importante senza paracadute. Questo significa essere persone concrete, con la testa sulle spalle. Non è un male, ma può trasformarsi in un male nel momento in cui questo atteggiamento ci impedisce di vivere la nostra vita.

Viviamo una sola volta.

Tra venti, quaranta, sessant’anni saremo morti.

Non ci verrà data una seconda possibilità di realizzare i nostri sogni.

Il miglior momento per fare le cose che vogliamo fare è quello corrente. Rimandarle ad un momento più propizio significa metterle da parte, probabilmente per sempre. Non ci sarà mai un momento migliore di questo per iniziare a realizzare i propri sogni. Il tempo che lasceremo passare svogliatamente sarà perduto per sempre.

Tre sono gli ingredienti della felicità. Il primo di essi è la libertà. La libertà di inseguire i propri sogni, la libertà di vivere secondo la propria visione della vita, malgrado l’ambiente circostante, malgrado i condizionamenti sociali. Avere un proprio progetto di vita e perseguirlo, senza il timore del giudizio degli altri, senza cercare la loro approvazione.

La libertà di scegliere il nostro stile di vita ideale è molto importante. E’ qualcosa anche di piuttosto recente. In un passato lontano non c’era tutta questa libertà di scelta che oggi, nei paesi occidentali, possiamo vantare. Il percorso tradizionale era quello che prevedeva anni di studio, per poi iniziare a lavorare, comprarsi la casa e la macchina, sposarsi, fare figli. Oggi questo percorso standard viene ancora seguito da molti, ma c’è anche chi lo mette in discussione. Oggi ci sono lavori che non ci sembrano neanche lavori (e qualcuno è infatti convinto che non lo siano) perché non prevedono di spendere un determinato numero di ore in un ufficio o in una fabbrica. Oggi ci sono persone che decidono di non sposarsi, che non vogliono mettere al mondo dei figli. Oggi ci sono persone che la casa non vogliono più comprarla, che vivono da nomadi, costantemente in viaggio, che vanno a vivere in un van.

Oggi la libertà non ci manca assolutamente, il problema è che spesso non abbiamo il coraggio di usufruirne. L’assenza di coraggio è comprensibile perché, oltre alla libertà, la felicità ha altri due ingredienti: la salute e la sicurezza economica.

Libertà, salute e sicurezza economica sono i tre ingredienti di una vita felice.

Ma è più facile usufruire della libertà che oggi abbiamo, se siamo sani ed economicamente tranquilli.

La salute è un fatto parzialmente casuale. In alcuni casi il non godere di buona salute non dipende da noi, ma in altri casi è la diretta conseguenza delle nostre scelte di vita. Per cercare di rimanere in salute dovremmo cercare di adottare delle abitudini di vita quanto più sane è possibile, mangiando bene, facendo sport, dando al nostro corpo il riposo di cui ha bisogno. Per fare tutte queste cose dobbiamo essere un po’ anarchici e andare controcorrente perché la società, per come è ormai impostata, sembra preoccuparsi poco del nostro benessere psico-fisico.

Stessa cosa per quanto riguarda la gestione del denaro. La società ci invoglia a spenderlo in futilità, garantendoci un appagamento temporaneo e una profonda insoddisfazione sul lungo periodo. Sperperare il denaro senza un chiaro programma non ci aiuta certo a raggiungere la felicità. A meno che il nostro concetto di felicità non si basi proprio sul possesso di molti beni materiali, ma se è così sarebbe bene rivederlo. Non possiamo pensare che il consumismo possa essere la chiave della nostra felicità. Quello stesso consumismo che è reso possibile dal sudore e dallo sfruttamento di persone come noi che hanno solo avuto la sventura di nascere in zone più disagiate della terra. Quello stesso consumismo che sta letteralmente distruggendo il nostro pianeta, rendendolo un luogo sempre più inospitale. Possiamo creare tutte le leggi morali e i codici di comportamento che vogliamo per regolamentare la nostra società, ma alla fine l’unica cosa che conta è non danneggiare gli altri.

La nostra felicità non può essere fondata sulla sofferenza degli altri.

Una vita semplice, minimalista, non competitiva può dare grandi soddisfazioni. Permette di godersi cose veramente importanti nella vita, come il piacere di trascorrere del tempo con i propri figli o di passeggiare nella natura, di dedicarsi alle proprie passioni o di ampliare i propri orizzonti viaggiando e conoscendo nuove culture. Ma i soldi, inutile negarlo, comunque servono. Anche se si vive in maniera minimalista, ci devono essere comunque. E sono per tutti una grande fonte di preoccupazione perché anche se vogliono che ne spendiamo sempre più, non ci mettono nella condizione di guadagnarne abbastanza. Tante persone sono senza lavoro e chi ne ha uno non penserebbe mai di lasciarlo o ridimensionarlo per avere più tempo per realizzare i suoi sogni. Quello che facciamo è barattare il tempo per i soldi, ma il tempo che diamo al nostro datore di lavoro non sarà mai più nostro. E realizzare i nostri desideri richiede tempo oltre che soldi.

Come conciliare le due cose? Come continuare ad inseguire i nostri desideri?

Abbiamo due strade: quella dell’estremismo e quella più equilibrata. Possiamo mollare tutto, smetterla di preoccuparci per il futuro e vivere alla giornata, facendo solo quello che ci va di fare. Una scelta coraggiosa, ma che implica una certa dose di follia. Sono in pochi a percorrerla, ma non dimentichiamo che ogni estremismo ha all’altro capo l’estremismo opposto: se in pochi decidono di mollare il lavoro, in tanti invece decidono di tenerselo stretto, condannandosi all’infelicità, magari anche alla malattia fisica e mentale, pur di preservare la sicurezza economica.

L’altra via è quella di seguire un approccio più moderato. Ed è quello che preferisco perché ti garantisce un po’ di tutto. Un po’ di tempo fa stavo lavorando ad un importante progetto, che non mi ha portato grossi risultati. Io comunque ci dedicavo intere giornate, trascurando la mia salute, le amicizie e i miei sogni. Pensavo che avrei avuto il tempo per occuparmi di tutto il resto quando finalmente il mio progetto sarebbe partito, ma questo non si è mai verificato. Avevo rimandato la mia felicità a data da definire. Mi ero scordata di vivere. Quel tempo trascorso nessuno me lo darà più indietro. E’ andato per sempre.

L’aver rinunciato a tutto per dedicarmi anima e corpo a quel progetto mi ha sfinita, così alla fine ho deciso di lasciarlo e riprendermi la mia vita. Ho iniziato a vivere in maniera più rilassata, curando diversi aspetti della mia vita, e subito sono arrivate nuove opportunità. Questo mi fa pensare che un atteggiamento più rilassato nei confronti della vita garantisca maggiori soddisfazioni, lavorative e non.

Oggi non esiste solo il lavoro per me. I soldi sono importanti e cerco di ottimizzare questo aspetto della mia vita, ma non mi dimentico più delle altre cose che contano e, soprattutto, dei miei sogni. Anche se non posso ancora realizzare del tutto i miei progetti di vita, ci lavoro ogni giorno. E’ come costruire una casa mattone su mattone. Fare dei passi ogni giorno in direzione della realizzazione dei propri sogni e iniziare a godersi la vita, pur non abbandonando, con gesti plateali, quello che è indispensabile per un’esistenza sicura e serena e per me la strada giusta verso la felicità. Una strada basata sull’equilibrio, che, mattone dopo mattone, mi porterà in alto.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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