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Lifestyle

Minimalismo e zero waste: come conciliarli

Minimalismo e zero waste

Minimalismo e zero waste: due tendenze che si trovano quasi sempre affiancate, quasi come se fossero due facce della stessa medaglia. Mi è capitato spesso di riflettere che sono in realtà due tendenze in antitesi. Il minimalismo prevede di liberarsi di tutte le cose che non sono necessarie per alleggerire la nostra vita. Il movimento zero waste invita a non sprecare per amore dell’ambiente. Il primo è individualista, perché cerca di migliorare la qualità della nostra vita, mentre il secondo è altruista, perché si preoccupa del benessere del nostro pianeta e di quelli che lo abiteranno in futuro. Sono conciliabili?

Minimalismo e zero waste: il punto di incontro

Minimalismo e zero waste sono due tendenze che hanno poco a che vedere l’una con l’altra. Hanno obiettivi completamente diversi. Esiste però un punto di incontro tra queste due filosofie di vita.  Quando il minimalismo invita a non compare cose di cui non abbiamo bisogno, in realtà sfocia nel movimento zero waste. Se non compriamo vestiti tutte le settimane e non riempiamo il nostro carrello della spesa di cibo che non mangeremo e che finirà nella pattumiera, stiamo di fatto non sprecando. A questo livello i due movimenti sono perfettamente compatibili tra di loro, ma cosa succede quando ci dobbiamo liberare di quello che abbiamo già in casa?

Minimalismo e zero waste: il punto di scontro

Il problema vero di chi si avvicina al minimalismo non è smettere di comprare, quanto piuttosto cosa fare delle cose accumulate negli anni. Tutti abbiamo le nostre case piene di oggetti che non ci servono. Chi nasce oggi è avvantaggiato rispetto a chi è della mia generazione perché la tecnologia gli semplifica decisamente la vita. Io ad esempio ho accumulato centinaia di libri, videocassette e DVD prima dell’invenzione di Kindle e Netflix.  Adesso mi piacerebbe liberarmene, ma la cosa risulta difficile. Ho provato a vendere i miei libri, ma solo una piccola parte è stata acquistata. Esistono siti specifici dove si possono vendere i propri libri usati, ma bisogna inserirli uno per uno, il che fa perdere un sacco di tempo. Anche regalarli ad una biblioteca è difficile perché spesso non li accettano. E che fare delle videocassette, che risultano ormai obsolete? Non ho neanche più il videoregistratore e nemmeno se ne trovano più in giro. E la mia collezione di film in DVD? Non posso nemmeno provare a venderli a qualche amatore perché  durante un mio trasferimento mi sono liberata di tutte le custodie per guadagnare spazio nel bagaglio.

Quando un oggetto entra nelle nostre vite, non ne esce tanto facilmente, a meno che non decidiamo di destinarlo alla pattumiera. Potrei liberarmi di tutto quello che non mi serve più se decidessi di buttare tutto via. Ma questo sarebbe uno spreco.  Purtroppo tutti i libri sul minimalismo che ho letto consigliano di fare così. Vendere e regalare le considerano sempre delle buone opzioni, ma quando questo non è possibile, suggeriscono di buttare via tutto senza pietà. Io resto sempre scossa di fronte a questi suggerimenti.

Sto diventando abbastanza immune alla difficoltà di liberarmi di un oggetto per via del suo valore affettivo, ma non mi lascia per niente indifferente questa smania di liberarsi del superfluo ad ogni costo. In questo caso a costo di inquinare l’ambiente. Buttare via qualcosa di ancora perfettamente funzionante ha un impatto ambientale che non si concilia affatto con una scelta di vita zero waste. Se ci importa anche dell’ambiente, abbiamo bisogno di trovare delle soluzioni alternative.

Come conciliare minimalismo e zero waste

Buttare le cose che possediamo nella spazzatura deve essere per noi solo l’ultima spiaggia. Prima di arrivare a questo ci sono molte possibilità. La prima tra tutte consiste nel regalare. C’è sicuramente qualcuno che avrà bisogno della cosa che stiamo pensando di gettare via e noi dobbiamo continuare a cercare quella persona anche se questo ci costerà tempo e fatica. Per lo meno apprenderemo un’utile lezione per il futuro: prima di acquistare qualsiasi cosa, meglio pensarci su mille volte. Se vogliamo regalare, possiamo innanzitutto chiedere ad amici e parenti. Un altro sistema è quello del gruppi Facebook, che sono numerosissimi.

Alcune categorie di oggetti possiamo anche decidere di tenerle. E’ quello che io ho deciso di fare con i miei vestiti. Non ha senso darli via se poi devo tornare a comprarli (alimentando tra l’altro l’industria della moda, che inquina tantissimo e spesso non rispetta i diritti umani). Eliminati gli abiti rovinati e quelli che proprio non mi piacciono più (questi ultimi si possono regalare) ho deciso di tenere tutto il resto, ma non nell’armadio. Il mio armadio è il tipico guardaroba capsula minimalista. Ci ho lasciato dentro solo un certo numero di capi che uso più spesso e mi piacciono di più. Tutto il resto è finito in delle scatole che tengo in garage. Quando avrò bisogno di sostituire dei capi, mi basterà aprire le scatole per disporre di un intero negozio da cui prendere gratuitamente. E questo si può fare con molti altri articoli che abbiamo in casa, come ad esempio le scorte di cibo e prodotti per l’igiene o gli articoli per la casa. Questa opzione è ovviamente praticabile solo da chi vive in una casa abbastanza grande da potersi permettere di trasformarne una parte nascosta in magazzino. Riempire il nostro spazio vitale di scatole non è ovviamente una buona idea.

Una terza possibilità per non sprecare è quella di ridare vita alle nostre cose. Oltre ad essere utile è anche divertente perché stimola la nostra creatività e ci permette di realizzare qualcosa di unico e personalizzato. Online si trovano centinaia di tutorial sul riciclo creativo, che permette di creare nuovi oggetti utili a partire da oggetti usati. Altra cosa utilissima è imparare a cucire. Probabilmente le nostre nonne e le nostre mamme sapevano cucire, ma per la nostra generazione si tratta di un’arte dimenticata. Eppure saper maneggiare la macchina per cucire ci permette di ridare vita ai nostri vestiti.

 

Minimalismo e zero waste possono dunque camminare a braccetto se non ci si lascia prendere dalla smania di regalare le nostre cose alla spazzatura. Hai qualche altra idea per conciliare queste due filosofie di vita?

 

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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