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Travel

Una giornata ad Agadir

Vista della città di Agadir dall'antica Kasbah

Quando si parla di Marocco si sente solo parlare di Marrakech. Sembra che la bellezza dell’intero paese si possa riassumere in questa città. Io ho voluto seguire una via inconsueta e per il mio primo viaggio in Marocco mi sono diretta verso Agadir, la città forse più moderna del Marocco.

Agadir è una città che offre poco di tipico. La città fu infatti distrutta negli anni sessanta da un terremoto ed è stata completamente ricostruita. Le architetture sono tutte moderne e più o meno dal tocco occidentale. Anche le attrazioni sono poche, quindi la città si riesce a visitare in un giorno. Se la tua permanenza è più lunga, ti consiglio di fare delle escursioni nelle città limitrofe. Io sono stata nella cittadina di Taroudant, che si trova a circa un’ora di taxi da Agadir.

Cosa fare ad Agadir: la spiaggia

Agadir è una meta turistica soprattutto perché si tratta di una città sul mare. Per gli europei che rincorrono l’estate durante la stagione fredda, si tratta di una possibile meta. Dato il clima di insicurezza diffuso che si respira attualmente, tradizionali mete invernali come la Tunisia e l’Egitto sono state abbandonate. Ad essere state prese d’assalto sono state le Isole Canarie, ma anche il Marocco è una meta piuttosto sicura, quindi mi sentirei di consigliare Agadir per una vacanza invernale all’insegna del sole e del mare.

Il lungomare di Agadir è un posto moderno, circondato da ristoranti etnici dove è possibile mangiare spendendo poco. Esso termina con la collina dove sorgeva l’antica città distrutta dal terremoto, riconoscibile dalla scritta in arabo che ne segna il profilo. Ai piedi della collina c’è il porto, che è anche la zona in cui sorgono le case più moderne e lussuose e i negozi di stampo occidentale. La passeggiata sul lungomare è sicuramente d’obbligo, anche perché è qui che si concentra lo svago cittadino. Di sera il viale è molto animato.

In questa zona, che costituisce il fulcro turistico della città, non ho però visto molti turisti. Forse perché l’Africa viene disertata in questo periodo dai turisti, forse perché il periodo in cui ci sono stata non è quello classico in cui si viaggia (ci sono stata a Natale). Ad ogni modo Agadir è stata la mia prima destinazione di viaggio in cui mi sono trovata ad avere a che fare sempre e solo con la gente locale. Una sensazione di immersione nella realtà locale veramente unica.

Non sono stata in spiaggia durante il giorno. Non era una cosa che mi interessava fare e, ad ogni modo, il clima era abbastanza freddino. Anche se però viene decantata come meta per il turismo marittimo, non ho avuto l’impressione che fosse tale. Si tratta pur sempre di un paese musulmano e il contatto così totale con la gente del posto mi avrebbe creato non pochi problemi nell’abbandonarmi a svaghi così prettamente occidentali.

Cosa fare ad Agadir: il souk

La cosa che mi interessava fare principalmente era visitare il mercato. Ci sono andata di mattina, convinta che chiudesse presto, ma ho poi scoperto che i souk restano aperti tutto il giorno. Lo shopping in Marocco è qualcosa da non perdere. Ci sono una marea di prodotti tipici che possono essere acquistati a buon mercato. Io ero interessata soprattutto ai cosmetici e alle spezie.

Il mercato di Agadir è piuttosto moderno ed è enorme. Perdersi è semplice, ma è anche un piacere. Colori e aromi ci circondano da tutte le parti. I commercianti cercano di attirarci verso i propri negozi, proponendoci i loro prodotti. Alcuni sono insistenti, altri più discreti. Alcuni lo fanno in maniera simpatica, coinvolgendoci in una conversazione o offrendoci un tè alla menta. I mendicanti sono insistenti e cercano di spillarci una moneta. Gli artisti di strada ci deliziano con la loro musica e con i loro abiti caratteristici. Si esce di lì esausti perché è un’esperienza molto piena.

Marocco - souk di Agadir

Al mercato è possibile comprare di tutto, dal cibo ai vestiti, dai cosmetici alle suppellettili per la casa. L’importante è contrattare. I prodotti in Marocco non hanno un prezzo ben definito. Il prezzo nasce durante la contrattazione. Il mercante lo crea in base alla persona che si trova di fronte. Se si tratta di un turista ovviamente il prezzo sarà spropositato rispetto al suo valore reale. Bisogna sempre controbattere, proponendo un prezzo molto più basso (meno della metà). Alla fine, anche se ci sembrerà di aver fatto un buon affare, sarà sempre il commerciante quello che avrà avuto la meglio. Il problema di noi occidentali infatti è che abbiamo in mente prezzi molto più alti e perdiamo di vista il fatto che ci troviamo in un paese dove la merce è a buon mercato. Non bisogna comunque essere ossessionati dal prezzo: in Marocco il prezzo giusto sarà quello che noi riterremo idoneo per l’acquisto in questione.

Cosa fare ad Agadir: la visita alla Kasbah

La Kasbah è la vecchia cittadella fortificata. Si tratta dell’antico nucleo cittadino, situato sulla collina che sovrasta la città moderna. L’antica città fu completamente distrutta dal terremoto e di essa restano solo pochi ruderi. Si conservano parte delle mura che racchiudevano l’antica città, ma salire lassù vale la pena non per visitare queste antiche vestigia archeologiche quanto piuttosto per godere del panorama mozzafiato sulla città. La Kasbah consiglio di visitarla al tramonto, quando il cielo che sovrasta la baia si tinge di rosa. E’ un posto molto frequentato dai locali, soprattutto dalle coppie alla ricerca di un momento romantico.

Per arrivare qui bisogna contrattare un taxi. Anche se ci proveranno a chiederti di più, sappi che la tariffa adeguata per l’escursione alla Kasbah è di 10 €. Per questa cifra il taxista ti porterà in cima alla collina, dove potrai esplorare la Kasbah per mezz’ora, prima di essere riaccompagnato nel centro città.

Cosa fare ad Agadir: altre attrazioni

Agadir ha un museo dedicato alla storia della città, affiancato da un parco in cui si trovano i resti di alcune abitazioni distrutte dal terremoto. L’ingresso al museo e al parco vale 2 euro, ma non vale molto la pena visitarli.

Altra attrazione della città è un giardino zoologico che si trova nei pressi del lungomare e il cui ingresso è gratuito. Non ci sono stata, ma anche in questo caso non credo valga la pena visitarlo. L’ho visto da fuori e non mi è sembrato ben tenuto, inoltre non c’è nulla di tipicamente locale in un giardino zoologico.

Quello che consiglio di visitare sono invece le moschee perché alcune sono dei veri e propri capolavori di architettura islamica. Ovviamente non è possibile entrare all’interno, ma anche una visuale esterna soddisferà la curiosità degli amanti dell’arte islamica.

Un’ultima attività che consiglio di non perdere è partecipare ad una serata in un locale frequentato dalla gente del posto. Io sono stata ad un concerto di un gruppo musicale arabo in una sala piena di giovani marocchini e, al di là della musica, è stata un’esperienza unica vedere come si divertono i giovani in un paese musulmano.

Le mie considerazioni su Agadir

Pensavo sarei rimasta delusa da questo viaggio dato che la città aveva così poco da offrire di tipicamente marocchino, ma mi sbagliavo. Credo che per chi visita la prima volta il Marocco, Agadir sia una buona scelta. Anche se la città è moderna, si respira subito un’aria di diversità. Le moschee che svettano in ogni angolo della città rendono unica la sua architettura. Ma soprattutto quello che colpisce è la gente, così marcatamente esotica. Anche se l’abbigliamento occidentale è molto diffuso, non mancano persone, sia uomini che donne, sia anziani che giovani, che indossano i variopinti capi tipici locali. Anche se è stato anch’esso ricostruito, il mercato è poi un posto che offre suggestioni uniche. Di sicuro non le stesse che si provano girando per le strette stradine del souk di Marrakech, ma nel moderno mercato di Agadir sono protagoniste soprattutto le persone. Anche la Kasbah mi ha donato suggestioni uniche, per non parlare del concerto, dove ho potuto avere un assaggio della vita dei giovani in Marocco.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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