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Verbi spagnoli difficili per un italiano

Verbi spagnoli difficili per un italiano

Lo spagnolo è una lingua semplice da apprendere per un italiano, ma allo stesso tempo abbastanza problematica. Proprio la sua analogia con l’italiano a volte si traduce in alcune trappole per lo studente. Esistono in particolare alcuni verbi problematici in spagnolo, il cui utilizzo può risultare ostico per un italiano.

Verbi problematici in spagnolo sono quelli che hanno la stessa traduzione in italiano, ma che in spagnolo hanno sfumature di significato differenti, che non bisogna ignorare. Verbi problematici in spagnolo sono pure quei verbi che in italiano vengono utilizzati in maniera differente e che possono generare confusione in uno studente italiano.

Vediamo quali sono i principali e più usati che è bene apprendere ad usare nella maniera corretta.

Ser e estar

Il verbo ser e il verbo estar si possono entrambi tradurre con “essere”, però ciascuno va utilizzato in maniera piuttosto rigida in specifici contesti.

Il verbo estar si usa per localizzare qualcosa o qualcuno nel tempo e per indicare che si è sul punto di fare qualcosa o che si sta facendo qualcosa. Fin qui non ci sono problemi perché anche in italiano “stare” viene usato in questo modo.

Ma il verbo estar si usa anche per indicare condizioni provvisorie, al contrario del verbo ser, che si usa per condizioni immutabili. Si dice pertanto yo estoy cansado (sono stanco) perché si tratta di una condizione temporanea, ma si dirà yo soy alto (sono alto) perché l’altezza di una persona è una condizione immutabile. Dire yo soy cansado non è una forma corretta.

L’unica eccezione è l’espressione estar muerto (essere morto), che sebbene indichi una condizione immutabile, vuole il verbo estar.

Haber e tener

Lo spagnolo utilizza il verbo haber (avere) solo ed esclusivamente come ausiliare. Una delle cose in cui lo spagnolo risulta più facile dell’italiano è il fatto che forma i verbi composti sempre e solo con haber e mai con ser (essere).

Come si esprime allora il possesso in spagnolo? Col verbo tener (tenere). In spagnolo infatti diremo tengo hambre (ho fame) e tengo un hermano (ho un fratello). Questo concetto risulterà un po’ ostico per chi è del nord, ma più che comprensibile per un napoletano, nel cui dialetto si sostituisce il verbo avere con tenere.

Llevar e traer

Llevar e traer hanno entrambi il significato di portare, ma con una leggera sfumatura che non bisogna ignorare. Llevar si usa quando si porta qualcosa o qualcuno verso un posto diverso da quello in cui ci troviamo mentre traer si usa quando si porta qualcosa o qualcuno verso il posto in cui ci troviamo.

Sembra difficile, ma in realtà non lo è. Un trucco per capire quale dei due verbi bisogna usare è capire se nella frase si può inserire allì (lì) oppure aquì (qui). Si dice infatti llevar allì (portare lì) e traer aquì (portare qui).

Tomar e coger

Tomar e coger si traducono entrambi con “prendere”, però vengono utilizzati in contesti molto diversi, quindi bisogna imparare a capire quando usare uno piuttosto che l’altro. Usarli come sinonimi non è una buona idea.

Tomar si utilizza in riferimento al cibo o alle bevande (come sinonimo di mangiare e bere) oppure col significato di prendere una decisione o prendere una direzione.

Coger si utilizza in riferimento al prendere un mezzo di trasporto, come sinonimo di comprare e col significato di prendere per mano. In America Latina questo verbo ha esclusivamente un significato sessuale, quindi viene sostituito dal verbo tomar.

Preguntar e pedir

Altra coppia di verbi che genera confusione è quella formata da preguntar e pedir. Questi due verbi si usano entrambi per fare richieste, ma con una leggera sfumatura di significato che non si deve ignorare.

Il verbo preguntar significa chiedere per avere informazioni mentre il verbo pedir significa chiedere per ottenere qualcosa. In pratica possiamo tradurre in italiano preguntar con domandare e pedir con chiedere.

Ir e venir

Questa è una vera e propria trappola per un italiano. Si usa ir (andare) quando da un punto ci si muove verso un altro punto. Si usa venir (venire) quando da un punto lontano ci si avvicina. La regola è la stessa anche in italiano, ma non viene mai rispettata e questo può generare confusione quando ci si approccia alla precisissima lingua spagnola.

In italiano infatti si dice “vengo con te”, mentre in spagnolo diremmo voy contigo, utilizzando il verbo ir invece del verbo venir. Se ci invitano ad una festa in italiano diremmo “Vengo volentieri!”, mentre in spagnolo si dirà ¡Voy con mucho gusto!

Attenzione anche al falso amico andar, che non si traduce con il verbo “andare” ma con il verbo “camminare”.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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