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Viaggi

Viaggiare in Marocco è pericoloso?

Marocco - souk di Agadir

Viaggiare in Marocco è pericoloso? Si tratta sicuramente di una convinzione abbastanza comune. Dopo esserci stata mi sento però di sfatare alcuni falsi miti sulla presunta pericolosità di questo paese stupendo, che merita senza dubbio almeno una visita.

In un paese come il Marocco ci si reca per la prima volta con la testa piena di preconcetti. Tutti, anche quelli che non ci sono mai stati, si sentono in dovere di dire la loro. Anche se si tenta di non lasciarsi condizionare da tutte queste chiacchiere vuote, qualcosa inevitabilmente ci resta dentro. Quindi partiamo prevenuti su tante cose, per scoprire poi che spesso quello che credevamo era infondato. Vediamo quindi di sfatare alcuni falsi miti su questa bellissima terra.

La minaccia dell’Isis

Da quando mi trovo alle Canarie ho sempre desiderato visitare il Marocco. Si tratta del paese più vicino all’arcipelago canario e mi sembrava un vero peccato non approfittarne. Così questo Natale mi sono regalata un biglietto aereo per Agadir, per una mia prima visita a questo meraviglioso paese che merita di essere visto, secondo me, nella sua interezza.

Quando io e il mio ragazzo abbiamo invitato una coppia di amici ad unirsi a noi in questa avventura, subito hanno declinato perché a loro avviso si tratta di un paese pericoloso. Ho voluto approfondire cosa secondo loro lo rende pericoloso e mi hanno risposto che li preoccupa la minaccia del terrorismo. Inutile dire che questo mi ha messo in agitazione, nonostante mi fossi sincerata che, a differenza di altri paesi del Nord Africa, il Marocco è piuttosto tranquillo da questo punto di vista.

Attentati terroristici in Marocco non avvengono ormai da molti anni. Anche se non si possono escludere a priori, si tratta di un paese a basso rischio. D’altronde oggi come oggi un attentato terroristico non è da escludere in nessun posto del mondo. La nostra seconda opzione per questo viaggio era Londra, metà sicuramente ben più a rischio. Eppure sono convinta che la coppia di amici di cui parlavo prima ci avrebbe seguiti ben volentieri nella città inglese.

Il terrorismo non può impedirci di viaggiare. Ovviamente il buon senso ci dirà di evitare le zone ad alto rischio, ma per quanto riguarda le altre zone dobbiamo prendere atto che nessun posto nel mondo è ormai sicuro al 100%.

Furti

Una cosa che mi preoccupava era la possibilità di essere derubata. Si tratta sicuramente di un rischio reale, non solo in Marocco, ma in qualsiasi paese del mondo. Ecco perché sia quando si cammina per le strade della propria città, sia quando si viaggia, è necessario adottare alcune misure di sicurezza.

Dato l’elevato livello di insicurezza che c’è in Italia, sono stata abituata sin da bambina a prestare attenzione alle mie cose quando mi trovo in un luogo pubblico. Devo riconoscere che ho sviluppato una vera e propria ossessione in questo senso. Durante il mio viaggio in Marocco ero pronta ad adottare delle precauzioni extra, convinta che in un paese povero la criminalità fosse più alta. Le mie precauzioni extra però si sono rivelate da subito inutili. Dopo appena un giorno speso in questo paese, ho subito abbassato la guardia.

Anche se può sembrare strano, il Marocco è stato il paese che ho visitato fino ad ora in cui mi sono sentita più sicura. Nonostante la povertà diffusa, nessuno sembra essere interessato a derubarti. Anche negli affollati e stretti vicoli del souk, non ho mai avvertito un senso di insicurezza. Inoltre la polizia è praticamente ovunque e questo contribuisce ad accentuare il senso di sicurezza.

L’insistenza marocchina

Se la criminalità è poco diffusa, quello che invece caratterizza i marocchini è l’estenuante insistenza. In quanto turisti si è un bersaglio perfetto per tutti coloro che hanno qualcosa da vendere e non solo. Avevo letto in giro che ci sono praticamente ovunque i procacciatori che cercano di proporti alloggi, escursioni della città e altri servizi. Questo aspetto mi spaventava un po’ perché temevo che sarei stata assillata di continuo. Anche qui mi sbagliavo. A parte qualche cameriere che cercava di convincermi ad entrare nel suo ristorante, di procacciatori non ne ho incrociato nemmeno uno. Diverso è il discorso dei commercianti, che cercano indubbiamente di spingerti a comprare, ma lo fanno in maniera quasi sempre piuttosto rilassata.

I marocchini sono persone che si pongono in maniera molto simpatica, cosa che attutisce di molto la loro proverbiale insistenza. Per spingerti a visitare la loro bottega i mercanti del souk intavolano prima una normale e spesso piacevole conversazione con te. Quando sei in bottega poi ti sfoderano davanti la loro mercanzia, illustrandone le caratteristiche. Tutto questo in un clima rilassante e a volte anche scherzoso. Senza dubbio i commercianti di città sono maestri nell’arte di trattare con i turisti perché ho notato che capiscono anche quando è il caso di smettere di essere insistenti. Alcuni addirittura non insistono affatto. Diverso è il discorso nei paesi, dove mi sono trovata ad avere a che fare con un’insistenza molto più marcata, che ha prodotto però divertenti aneddoti di viaggio da raccontare agli amici.

Il Marocco è pieno di mendicanti che chiedono continuamente soldi e che possono rivelarsi particolarmente insistenti con i turisti. E’ giusto lasciargli qualche moneta, ma purtroppo non si può accontentare tutti quelli che si avvicinano perché sono veramente troppi. Questo è stato l’unico caso in cui l’insistenza si è rivelata fastidiosa.

Donne sole

Durante questo viaggio ero accompagnata quasi sempre dal mio ragazzo, ma mi è capitato anche di andare in giro da sola, perfino di notte. Il nostro hotel era in un quartiere popolare, lontano dalla zona turistica, eppure non mi sono mai sentita minacciata o in pericolo.

Nelle grandi città, dove la popolazione è abituata alla presenza dei turisti, vedere in giro una donna senza velo non suscita scalpore. Anche se le marocchine vanno in giro quasi tutte velate, nelle città molte vestono all’occidentale. Vestendomi nella maniera idonea, anche senza velo sulla testa non ho attirato mai l’attenzione maschile.

Differente è il discorso nei paesi, dove le donne vestono tutte con abiti tradizionali e, ovviamente, portano il velo. Qui mi sono sentita molto osservata sia dagli uomini che dalle donne. Camminando per strada avevo tutti gli occhi addosso, ma questo era dovuto più alla curiosità verso il diverso che ad altre ragioni. Anche se nei paesi qualche uomo per strada ha cercato di attaccare bottone con me e un commerciante del souk mi ha abbracciata, nessuno ha provato a molestarmi. Certo ero accompagnata da un uomo e non so come sarebbe stata la situazione se fossi stata sola o in compagnia di altre donne. Sicuramente se mi dovesse capitare di viaggiare da sola fuori dalle città prenderei in considerazione la possibilità di coprirmi il capo con un foulard.

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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