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Viaggiare

Viaggiare low cost: quanto ho speso in un mese di viaggio

Viaggiare low cost: quanto ho speso in un mese di viaggio

Articolo dedicato a chi è convinto che per viaggiare tanto si debba essere per forza ricchi. Spero che la mia storia serva a convincerti che viaggiare low cost è possibile, basta solo sapersi organizzare.

Ovviamente la prima cosa che serve definire è cosa si intende per viaggio. Per viaggiare low cost si deve escludere qualsiasi lusso e anche un po’ di comodità, anche se questo è un concetto piuttosto soggettivo perché quello che io trovo comodo potrebbe non essere quello che tu trovi comodo.

Quando viaggio alloggio sempre in ostello e per i trasporti cerco di individuare le soluzioni più convenienti. Non mangio quasi mai al ristorante, prediligendo il cibo di strada oppure facendo la spesa al supermercato. Non acquisto souvenir del posto, portando con me a casa solo ricordi e le foto che scatto con la mia reflex. Non visito tutti i musei e le attrazioni a pagamento, limitandomi a quelle che mi interessano veramente.

Il mio stile di viaggio potrebbe essere considerato da qualcuno spartano, ma a me non pesa neanche un po’ viaggiare in questo modo. Non amo le comodità in viaggio perché per me il viaggio è avventura, rottura della monotonia quotidiana, e la sera voglio andare a letto stanca e non rilassata. Viaggiare in questo modo ovviamente ha come conseguenza quella di farmi risparmiare molti soldi, il che non fa mai male.

Il mio preventivo di spesa

Di solito monitoro sempre le mie spese (in viaggio e non), ma non avevo mai stanziato un budget per i miei viaggi. Questa volta invece l’ho fatto, stabilendo un budget di 1500 euro per un mese di viaggio. La cifra in realtà mi sembrava troppo alta, ma si trattava di un viaggio in Europa (uno dei continenti più cari) ad agosto (quindi in alta stagione), quindi mi è sembrato ragionevole stabilire una cifra più alta di quella che in realtà ero disposta a spendere, anche tenendo conto di eventuali inconvenienti.

La cifra l’avevo così ripartita:

  • 600 euro per l’alloggio
  • 400 euro per i trasporti
  • 250 euro per il cibo
  • 250 euro per altre spese

Quanto ho speso veramente

Quando alla fine del viaggio ho fatto i calcoli sono rimasta piacevolmente sorpresa. Il mio budget non è stato solo rispettato, ma la somma che ho risparmiato sul budget si è dimostrata anche incredibilmente alta. Talmente alta che posso tranquillamente finanziarmi un altro viaggio di circa la stessa durata.

Anche se nello stabilire un budget mi ero tenuta volutamente alta (l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e può capitare di spendere più di quanto si immaginava), non avrei mai pensato di riuscire a rimanere sotto i 1000 euro, cosa che invece è successa.

Ecco quanto ho speso per un mese di viaggio tra Ungheria, Bosnia, Serbia, Macedonia e Grecia:

  • alloggio: 314 euro
  • trasporti: 273 euro
  • cibo: 143 euro
  • altro: 104.50 euro

Per un totale di 834.50 euro. Quasi la metà del budget. Una cifra che probabilmente non mi sarebbe stata sufficiente per vivere un mese in Italia.

Come ho fatto a spendere così poco

Un vantaggio di viaggiare da soli è anche quello di risparmiare molti soldi. Quando si è liberi di fare le proprie scelte sia in termini di alloggio, sia in termini di trasporti e di spesa alimentare, si può scegliere di essere più economi perché non si deve scendere a compromessi con le esigenze e i gusti di altre persone.

Un’altra cosa che mi ha aiutato a risparmiare è stato il fatto di viaggiare leggero. Per questo viaggio di un mese ho deciso di portare con me solo uno zaino da 20 litri, che mi ha permesso di prendere due voli senza la necessità di acquistare il bagaglio. E non parlo del bagaglio da stiva, ma del bagaglio a mano grande, che ormai quasi tutte le compagnie fanno pagare a parte. Io avevo con me solo il bagaglio a mano piccolo, che è gratuito.

Alloggio

L’alloggio è quella voce per cui avevo preventivato una spesa superiore e sono rimasta sorpresa invece per aver speso molto meno.

Sapevo che nei Balcani avrei pagato poco per un letto in ostello (e infatti ho speso in Bosnia, Serbia e Macedonia sempre meno di 10 euro per dormire) ma mi spaventava la Grecia in alta stagione.

La sorpresa (in senso negativo) è arrivata da Budapest, città che avevo visitato già due volte e nella quale avevo sempre speso meno di 10 euro per dormire in ostelli belli e puliti. Inspiegabilmente i prezzi stavolta sembravano schizzati alle stelle e per meno di 20 euro non sembrava possibile trovare un posto decente a Budapest. Dopo una serie di manovre sono riuscita a rimanere sui 10 euro a notte (ma in tre giorni ho dovuto cambiare due ostelli e il secondo era uno dei più brutti in cui fossi mai capitata).

La Grecia invece mi ha sorpreso molto positivamente perché ho speso tutto sommato molto meno di quanto avevo immaginato. A Salonicco sono stata nell’ostello più bello e comodo che abbia mai visto e il costo per notte era di soli 11 euro. Nella penisola Calcidica, dove sono andata a godermi il mare meraviglioso della Grecia, ho speso 12 euro a notte. A Kalambaka, sotto le Meteore, ho speso 10 euro in un ostello e 13 euro in un altro. Infine a Ioannina ho speso 14 euro per notte (incluso nel prezzo anche la deliziosa torta che mi ha offerto la simpaticissima proprietaria).

Trasporti

Per quanto riguarda i trasporti non ho avuto grande possibilità di scelta.

Le date dei voli (Napoli – Budapest e Budapest – Sarajevo) le ho sicuramente selezionate tenendo conto anche dei costi. Stessa cosa per il mio passaggio ponte tra Igoumenitsa e Brindisi. Ho scelto Brindisi piuttosto che Bari perché il biglietto costava 20 euro in meno, mentre il biglietto dell’autobus che mi avrebbe riportata a Napoli aveva lo stesso costo sia da Brindisi che da Bari. Sono piccoli accorgimenti come questo che permettono di risparmiare, ma bisogna essere disposti a smanettare parecchio sul web per individuare le soluzioni più convenienti.

Per quanto riguarda i numerosi spostamenti in autobus non ho avuto la possibilità di scegliere perché i prezzi erano fissi. Ho attraversato i Balcani spendendo poco (più o meno 20 euro per le tratte Sarajevo – Belgrado, Belgrado – Skopje e Skopje – Salonicco), ma quando sono arrivata in Grecia le possibilità di spendere poco sono svanite perché gli autobus in Grecia sono terribilmente costosi (e ne ho presi 5).

Nei trasporti includo anche alcuni biglietti del trasporto urbano che ho dovuto prendere a Skopje e a Salonicco per coprire tratte veramente lunghe, ma per il resto quando mi trovo in una città straniera preferisco attraversarla a piedi, evitando di usare i mezzi pubblici.

Cibo

Non amo mangiare nei ristoranti, se non occasionalmente. I miei pasti in viaggio sono sempre frugali, magari un take away mentre cammino o un insalata preparata in ostello, che mangio mentre lavoro al computer. Andare al ristorante richiede troppo tempo e toglie tempo all’esperienza che sto vivendo. Inoltre non mangio carne e trovarne uno che offra opzioni vegetariane e vegane mi richiederebbe il doppio del tempo (specie in alcuni paesi con una cucina improntata su piatti a base di carne).

Quando viaggio faccio generalmente la spesa al supermercato e preparo dei pasti semplici e veloci utilizzando la cucina dell’ostello. Se mi va di provare qualcosa di tipico della zona in cui mi trovo, mi oriento sul cibo di strada. Queste scelte, dettate per lo più da motivi pratici, mi consentono di risparmiare anche parecchi soldi. Infatti questa voce del mio elenco non mi preoccupava più di tanto.

Se nei Balcani ho speso pochissimo per mangiare, devo però riconoscere che la Grecia l’ho trovata alquanto cara. Anche fare la spesa al supermercato ti può costare tanto. Nonostante ciò, anche con questa voce sono riuscita a rimanere abbondantemente all’interno del budget che mi ero preposta.

Altro

In questa categoria rientra tutto il resto, che non è poi così tanta roba.

In questa voce ovviamente rientrano le attività. Io sono stata due volte alle terme di Budapest (che da sole valgono un viaggio in questa città) e ho preso parte ad una visita guidata a Sarajevo. Sono state le uniche attività a pagamento che ho svolto durante tutto il viaggio e in totale ho speso circa 55 euro.

Un’altra spesa consistente che ho dovuto affrontare è stato un sacco a pelo pagato 15 euro, che mi è servito per dormire sul traghetto che mi ha riportata in Italia.

La spesa che più ho odiato dover affrontare è stata quella delle commissioni bancarie. Ho una carta che non mi trattiene commissioni di prelievo all’estero, ma purtroppo a volte bisogna fare i conti con le commissioni di prelievo dell’ATM da cui si intende prelevare. Nei Balcani, con valuta differente dall’euro, mi è andata sempre bene perché si riuscivano anche a trovare ATM che non richiedevano commissione. In Grecia invece no. Tutti gli ATM ti trattengono una commissione e la prima volta che ho prelevato mi è pure successo che lo facessero senza comunicarmelo (l’ho scoperto dopo, consultando il mio estratto conto). Così per due prelievi in Grecia mi sono ritrovata a buttare 5 euro in inutili commissioni.

Altra spesa che ho dovuto affrontare è stata quella di prodotti per l’igiene personale, ma si tratta di una somma irrisoria, al di sotto dei 5 euro. E’ da tempo che ho adottato, soprattutto in viaggio, una skin care minimalista, quindi utilizzo pochi prodotti multifunzione. Essendo però il mio bagaglio minimalista, non potevo portare con me tutto quello di cui avrei avuto bisogno e mi sono ritrovata a dover ricomprare sapone, dentifricio e balsamo. La cosa mi è dispiaciuta più per una questione ambientale perché normalmente utilizzo prodotti ecologici o autoprodotti.

Tra le altre voci di spesa inserisco anche l’abbigliamento perché mi è capitato di comprare un paio di pantaloni di cui mi sono accorta di avere bisogno. La cosa era calcolata perché si sceglie di viaggiare con un bagaglio minimalista anche nella convinzione di poter eventualmente comprare in viaggio quello che ci manca. Io preferisco un bagaglio minimo, con la possibilità di comprare qualcosa che dovesse poi rivelarsi essenziale, piuttosto che trascinarmi dietro cose che magari non userò mai. La mia schiena non smette di ringraziarmi per questa decisione.

Infine ho acquistato qualche regalino (sapone naturale all’olio d’oliva) e delle matasse di cotone (ultimamente mi sto cimentando con l’uncinetto e a Salonicco le matasse avevano un prezzo scandalosamente conveniente).

Conclusioni

Viaggiare low cost è senza dubbio possibile se si è disposti a farlo come lo faccio io. Non serve essere ricchi per vivere anche tutta la vita in viaggio perché se sono riuscita a spendere 834.50 euro per viaggiare in Europa in alta stagione, sicuramente è possibile addirittura dimezzare questa cifra viaggiando in molti paesi del mondo in bassa stagione.

Questo stile di viaggio per me è molto comodo. Esistono altri modi di viaggiare ancora più estremi, ma che permettono di risparmiare ancora di più. Si può arrivare quasi ad azzerare completamente le spese di trasporto e alloggio. Ma bisogna veramente essere disposti a scendere a compromessi con noi stessi e con il nostro bisogno di comodità.

Alla fine è sempre una questione di priorità e prima di stabilire che viaggiare è un’attività per gente facoltosa dovremmo chiederci se è veramente importante per noi viaggiare e cosa siamo disposti a fare per riuscirci.

Leggi anche: 7 modi per viaggiare (quasi) gratis

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Fotografo per passione e scrivo per il web per professione. Immagini e parole le uso per comunicare al mondo il mio mondo. Credo in uno stile di vita minimalista ed itinerante, perché la felicità è nella semplificazione e nella scoperta.

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